A Cascina si muore ancora di emergenza abitativa

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E’ venuto a mancare alcuni giorni fa Pietro Barbierato, un uomo di 59 anni, disabile con gravi problemi di salute, dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua vita in uno stato di drammatica emergenza abitativa. Pietro si è spento martedì, abitava in un garage, dopo aver atteso invano una soluzione abitativa dignitosa, che gli era stata promessa dagli amministratori cittadini. Il pensiero torna a una tragedia diversa, quando, sempre a Cascina, alcuni anni fa una madre sotto sfratto si suicidò, non sopportando più la paura di lasciare se stessa e i figli senza casa. A distanza di anni, col nuovo corso leghista la realtà non cambia: a Cascina si muore ancora di emergenza abitativa.

Indegna la reazione del sindaco Ceccardi e dell’assessore al sociale Ziello che, nel tentativo di liberarsi dalle loro evidenti responsabilità, hanno raccontato di aver già provveduto a trovare un alloggio all’uomo che purtroppo è deceduto alcuni giorni prima dell’assegnazione.

La verità è un’altra: Pietro è morto nell’indifferenza della politica e nell’inefficienza dei servizi sociali. Prima gli è stato proposto un contributo per trovare una casa nel mercato privato: soluzione con cui gli assistenti sociali cercano di “tamponare” le situazioni di emergenza abitativa. La realtà è che a Cascina, come a Pisa, sta diventando ormai impossibile per moltissime persone trovare un alloggio perché gli affitti sono sempre più alti e le garanzie richieste agli inquilini estremamente restrittive. Successivamente la giunta ha provato a “sbarazzarsi” di questa delicata situazione proponendo all’uomo una stanza in una struttura per disabili psichici, ma Pietro, con una disabilità motoria e perfettamente in grado di intendere e di volere, aveva giustamente rifiutato la proposta.

La proposta di casa popolare è arrivata guarda caso subito dopo la notizia del decesso. Ancora una volta mostra il suo vero volto un’amministrazione che si è guadagnata le poltrone facendo leva sulla disperazione della gente, promettendo “la casa agli italiani” (slogan che purtroppo trova facili consensi dopo decenni di malgoverno del PD). A Cascina gli unici italiani che stanno beneficiando di queste politiche sono i grandi proprietari di casa che possono continuare ad alzare gli affitti e a lucrare sull’emergenza, di fronte all’assenza di qualsiasi risposta concreta da parte della politica e dei servizi sociali.