La comunità di quartiere incontra l’Apes

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Pubblichiamo di seguito un dettagliato resoconto redatto dalla Comunità di quartiere Sant’Ermete al termine dell’incontro avvenuto il 12 luglio con i rappresentanti di Apes e Ufficio Casa.

Al tavolo erano presenti una delegazione di 5 abitanti del quartiere di Sant’Ermete, il presidente Apes Luca Paoletti, il dirigente dell’ufficio casa Claudio Grossi, due avvocati dei rispettivi enti e il presidente del Collegio dei revisori di Apes e il direttore dei lavori del blocco da 39.

Il primo punto affrontato è stato quello sulla richiesta da parte degli abitanti del quartiere di rivedere le metrature degli alloggi in costruzione, sulla base del censimento prodotto dal comitato stesso e confermato anche dall’incontro svolto nel mese di aprile tra le le 37 famiglie residenti negli ultimi civici di via Verità e via Sirtori e il direttore di Apes Federici. La situazione confermata ad oggi è che il blocco dei 39 alloggi verrà terminato con 38 case ad una camera e 1 a due stanze; c’è stata comunque garantita la possibilità e la volontà di fare la variazione del progetto sul blocco da 33 alloggi che ancora non hanno edificato. Secondo i calcoli delle rappresentanze istituzionali, nei blocchi di via verità 8-9 e via Sirtori 10-11 i nuclei familiari che hanno bisogno di due camere è uno solo e quindi non ci sarebbero problemi per entrare nel blocco dei 39 alloggi, mentre invece nei blocchi di via Verità 5-6 e via Sirtori 7-8-9-10 sarebbero solo 7 le famiglie a cui spetterebbero due camere. Quindi queste famiglie devono aspettare la realizzazione del blocco da 33. Questo conteggio non corrisponde alla situazione effettiva della grandezza dei nuclei familiari, e nel prossimo incontro verranno incrociati i dati dell’Apes con quelli del Comitato.

Ovviamente ad oggi l’Apes non considera il futuro delle famiglie che non hanno assegnazione ordinaria e che vivono in quei blocchi, né ovviamente tutte quelle altre decine di famiglie con assegnazione ordinaria che vivono in Sant’Ermete in via Rubattino, via Bronzetti e negli altri civici di via Verità e via Sirtori.

Inoltre i lavori del blocco da 33 sono fermi perché al momento esiste un contenzioso fra la ditta costruttrice e l’Apes a causa di alcuni mancati pagamenti da parte dell’ente appaltante. Apes non ha comunicato i tempi di risoluzione per la ripartenza dei lavori.

Questo fatto è molto grave e si auspica una risoluzione immediata di tale contenzioso affinché la prospettiva che da 10 anni viene annunciata da parte delle varie amministrazioni di “riqualificazione del quartiere” possa essere anche solo in minima parte realizzata. Altrimenti la Comunità di quartiere chiede che, nonostante l’aumento dei costi di spesa, venga cambiato la planimetria del primo blocco atta a soddisfare le esigenze dei nuclei familiari numerosi.

Il secondo punto affrontato è quello relativo alla destinazione d’uso delle decine di appartamenti fatiscenti lasciati vuoti. Il progetto “comunità di quartiere” ha da tempo valutato e proposto la revoca del protocollo oramai scaduto tra Apes e Società della Salute. Infatti tale protocollo ha causato enormi problemi alle nuove famiglie immesse nel quartiere in condizioni di emergenza abitativa a causa del sovraffollamento, oltreché alla popolazione storica del quartiere che, una volta sottratto al patrimonio ERP poiché sottoposte a futuro abbattimento gli alloggi che via via si sono liberati, hanno visto riempire il quartiere di situazioni sociali problematiche che hanno configurato la zona come “ghetto” dell’emergenza abitativa.

Il progetto “comunità di quartiere”, votato dall’80 per cento del quartiere in un referendum consultivo, invece punta alla diversificazione ed alla convivenza tra nuclei familiari idonei a riqualificare con progetti di autorecupero gli alloggi e i caseggiati, con situazioni che non rientrano nei criteri ordinari dell’emergenza abitativa ma che hanno elevate potenzialità sociali per il miglioramento e lo sviluppo della zona: studenti, giovani coppie, anziani soli, ragazze madri. Tale progetto punta alla valorizzazione dei legami sociali presenti nel quartiere e rappresenterebbe una valida alternativa sia allo spopolamento ed al degrado prospettato da questa situazione, sia alla ghettizzazione.

Le rappresentanze istituzionali hanno mostrato accordo rispetto a tale prospettiva rinviando a settembre un incontro con la Società della Salute per definire la fattibilità e la modalità di svolgimento di tale progetto di autorecupero. Inoltre, coerentemente con quanto prevede la delibera comunale del 6 settembre 2018, gli alloggi di Sant’Ermete attualmente vuoti non verranno assegnati per la graduatoria di utilizzo autorizzato, non avendo ancora concordato e delineato una destinazione d’uso complessiva di tale parte del quartiere.

Il terzo punto discusso è quello relativo alla riconfigurazione del canone di locazione per tutti gli assegnatari degli alloggi fatiscenti del quartiere e alla cancellazione delle morosità accumulate. Le ragioni di questa richiesta straordinaria sono quelle legate al ritardo pluriennale dei tempi di abbattimento e ricostruzione delle case popolari ritenute dal progetto istituzionale di riqualificazione stesso “non più adeguate agli attuali standard di abitabilità e urbanistici”, oltreché da varie relazione di ASL. Vigili del fuoco, ed in ultima l’attribuzione dei 25 punti per la graduatoria di mobilità a tutti i residenti negli alloggi di Sant’Ermete a causa del disagio vissuto dal quartiere stesso per le condizioni degli alloggi.

A livello tecnico la legge regionale uscita in febbraio è in rivalutazione per definire la possibilità di aggiornare il canone di affitto “al ribasso” per quelle situazioni – come le case in Sant’Ermete – di violazione dei requisiti di salubrità degli alloggi. Inoltre verrà approfondita la richiesta di riconoscere la condizione di “caso sociale” – come previsto in alcuni comuni appartenenti al lode pisano – per gli abitanti del quartiere affinché venga sospesa e revocata la morosità incolpevole e successivamente istituito un canone sociale con l’aiuto della Società della Salute.

Alla fine dell’incontro le parti si sono dati appuntamento per un nuovo incontro previsto a fine settembre, da definire prossimamente nel giorno e nell’orario.

Inoltre è stato proposto alle rappresentanze istituzionali di concordare con la comunità di quartiere un sopralluogo diretto nel quartiere.

Comunità di quartiere Sant’ermete