Resoconto del Consiglio di Quartiere a Sant’Ermete

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Pubblichiamo di seguito il resoconto del Secondo Consiglio del Quartiere Sant’Ermete, che si è tenuto sabato 19 maggio durante la giornata del riuso. Durante il Consiglio di Quartiere è stato esposto il progetto del comitato che sarà votato il 3 giugno in un referendum degli abitanti delle case popolari.
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   Il secondo consiglio di quartiere di Sant’Ermete, sabato 19 maggio, ha visto la partecipazione di decine di abitanti del quartiere, di decine di famiglie sotto sfratto, di molti giovani solidali, e di alcuni esponenti delle forze politiche candidate alle prossime elezioni amministrative del Comune di Pisa (Città in Comune – Rifondazione Comunista, Movimento 5 stelle).
   Il consiglio di quartiere ha preso visione, tramite ricostruzione grafica, delle enormi difformità tra il progetto iniziale di riqualificazione del quartiere e la realtà nel quale le case popolari dei blocchi di via Emilia si trovano. Tale mappatura, indagine e censimento è stato elaborato dal comitato di quartiere avvalendosi della partecipazione dei residenti inquilini delle case popolari, tramite ispezioni che hanno raccolto materiali circa la fatiscenza delle case. In particolare:
– del super ritardo nella costruzione degli appartamenti ex-volano di via Bandi, e dell’abbattimento, ricostruzione dei primi due blocchi e delle case di via Emilia.
– dell’annullamento finanziario di più di 10 milioni di euro sul progetto, che ha tolto definitivamente dall’esecuzione la costruzione dei blocchi (lato destro della piazza) di via Sirtori, via Bronzetti, via Giovanni Verità. Tale sottrazione, dovuta dall’armonizzazione del bilancio regionale nel 2016, ha “decapitato” il progetto originario di ricostruzione di più della metà degli alloggi fatiscenti, consegnandoli al degrado e – di fatto- impedendo agli attuali inquilini di quei blocchi di poter ottenere un alloggio dignitoso nel proprio quartiere.
– dell’assenza di manutenzione straordinaria da parte dell’ente gestore Apes e della ingiusta richiesta da parte dello stesso Apes di canoni di affitto sproporzionati rispetto alle condizioni di inabitabilità degli alloggi.
– delle 40 abitazioni popolari tenute vuote dall’Apes e dal Comune, che aspettavano l’abbattimento e la ricostruzione, ma che invece sono tenute all’abbandono, provocando danni e generando insicurezza tra gli abitanti dei palazzi in cui si trovano.
– delle decine e decine di vecchi alloggi popolari assegnati dalla Società della Salute tramite Commissioni comunale casa a nuclei in emergenza abitativa numerosi, che vivono in condizione di grave sovraffollamento. Inoltre le assegnazioni in emergenza abitativa non tengono conto del contesto sociale del quartiere, delle esigenze dei residenti e dei nuovi inquilini, i quali vengono “scaricati” dalla Società della salute in alloggi piccoli, fatiscenti senza alcun attenzione e partecipazione al e del quartiere. Il recente caso del tentativo di molestie di un pedofilo, appena trasferito in alloggio di emergenza dai Servizi Sociali, nei confronti di una bimba del quartiere, conferma che la Società della Salute vuole costruire un quartiere ghetto e non ha alcuna sensibilità nei confronti degli abitanti di Sant’Ermete.
– delle planimetrie e del progetto esecutivo di costruzione dei 39+33 alloggi di via Emilia 238\240, dalle quali si è scoperto che la capienza degli alloggi sarà di una camera sola per due persone. Dato che ha sconcertato gli abitanti del quartiere, e che ha ancora una volta reso evidente che tale Progetto di riqualificazione delle Istituzioni non ha nessun rapporto con le esigenze degli abitanti, ma che invece è fatto solo per accaparrarsi fondi e promuovere propaganda e promesse elettorali.
– dell’ingiustificata assenza di Cassonetti Condominiali al’interno dei blocchi di case popolari, consegnando gli abitanti ai disservizi di una raccolta differenziata impossibile da attuare tramite 4 mastelli in alloggi di 36 metri quadrati.
   Il Comitato di Quartiere ha successivamente esposto nelle sue linee guida il progetto “Comunità di Quartiere”, alla luce del fallimento e della snaturazione del progetto originario, che comprende:
– l’esonero dal pagamento del canone di locazione di tutti gli alloggi fatiscenti;
– il ripopolamento degli alloggi vuoti a nuclei idonei agli alloggi, sia per numero di componenti sia per esigenze sociali. Tale ripopolamento sarà fatto in maniera alternativa alla ghettizzazione operata dalla Società della Salute, di concerto con il quartiere, in opposizione al degrado dello sfitto e in contrasto all’assegnazione in emergenza abitativa in sovraffollamento da parte dei Servizi Sociali.
– la revisione del progetto esecutivo degli alloggi di via Emilia, da palazzi di 7 piani con alloggi di un vano solo, ad alloggi conformi alla dignità di nuclei con più di due componenti, come rilevato dal Censimento degli abitanti.
– l’allestimento di cassonetti condominiali e la bonifica delle aree del quartiere compromesse ed insalubri.
– l’investimento di risorse in servizi e spazi per anziani, giovani e bambini.
   Tale progetto, è stato deciso dal Consiglio di Quartiere, sarà votato in un referendum proposto per il prossimo 3 giugno dove gli inquilini delle case popolari si esprimeranno favorevoli o contrari al progetto del Comitato, in contrapposizione al progetto delle Istituzioni. Per tale giorno – domenica 3 giugno – dalle ore 9 sarà allestito un “seggio popolare”, dove tutti i solidali della società civile, delle forze politiche e sociali della città saranno invitati a presiedere in appoggio a tale gesto di democrazia reale e di partecipazione degli abitanti.
Pisa, 19 maggio 2018