Incontro pubblico: La Comunità di Sant’Ermete si organizza

Riportiamo di seguito il testo pubblicato dalla Comunità di quartiere di Sant’Ermete che presenta e invita all’incontro di martedì 8 settembre ore 17.00 con Apes e Comune.

INCONTRO PUBBLICO – 8 SETTEMBRE, ORE 17 – PIAZZA DI SANT’ERMETE

LA COMUNITÀ SI ORGANIZZA – SANT’ERMETE A DIRITTO, VERSO IL FUTURO

Dopo la Festa del Pane di luglio, dove abbiamo portato in piazza e discusso pubblicamente le tante questioni che riguardano il nostro quartiere, continuiamo a organizzarci.

È stata un’estate calda, ma anche un’estate che ci ha ricordato una cosa semplice: DA SOLI/E NON CI SI FA. Le difficoltà che incontriamo nelle nostre case, nelle strade, negli spazi del quartiere e nella vita quotidiana non sono problemi individuali da affrontare uno alla volta. Sono questioni che riguardano una comunità intera e che hanno bisogno di responsabilità pubblica, risposte e soluzioni.

Ma la Comunità di Sant’Ermete non si limita a chiedere.

Da anni costruiamo concretamente comunità, attraverso attività educative, culturali e sociali: l’Oltrescuola, con laboratori, letture, giochi, attività artistiche e musicali e momenti di studio insieme; la Scuola di Italiano per donne, come spazio di incontro, relazione e scambio; le feste e le iniziative che attraversano il quartiere e creano occasioni di socialità.

E lo facciamo anche prendendoci cura dei nostri spazi: con il percorso di autorecupero delle case popolari, con il lavoro collettivo nelle cantine, il recupero e il riuso dei materiali, la pulizia e la cura degli spazi comuni.

Abbiamo inoltre costruito proposte per il futuro del quartiere, come il parco giochi in piazza e il campetto polivalente “Gabbione”, perché crediamo che avere luoghi belli, sicuri e accessibili per giocare, fare sport, incontrarsi e stare insieme sia parte dei diritti di una comunità. Questa è la nostra idea di quartiere: non aspettare che qualcuno faccia al posto nostro, ma organizzarsi, partecipare, prendersi cura e costruire proposte.

In questi mesi abbiamo incontrato il Comune e APES, fatto sopralluoghi, presentato richieste, costruito proposte e condiviso impegni. Ma oggi molte questioni sono ancora aperte, e alcuni episodi recenti rendono ancora più evidente la necessità di intervenire.

C’è chi si trova da settimane fuori dalla propria abitazione insieme alle proprie figlie, nonostante si sia già rivolto ai Servizi Sociali e agli uffici competenti.

Ci sono palazzi dove problemi di manutenzione e sicurezza continuano a ripresentarsi: a Via Emilia 242 C l’ascensore si è bloccato nuovamente con una persona anziana all’interno, rendendo evidente che non basta intervenire ogni volta sul singolo guasto, ma serve una verifica seria e complessiva.

Nel blocco B di Via Emilia 242, invece, un portone segnalato da mesi continua a essere divelto, lasciando un intero edificio senza adeguate condizioni di sicurezza.

Ci sono poi famiglie che attendono da mesi una soluzione per la mobilità abitativa, mentre continuano a esserci alloggi e spazi che devono essere recuperati, assegnati e messi a disposizione di chi ne ha diritto.

E ci sono gli impegni più grandi che riguardano il futuro del quartiere: Via Bandi, la riqualificazione di Via Emilia 242 B e C, i nuovi alloggi ERP, il campetto polivalente “Gabbione”, gli spazi sociali ed educativi, la manutenzione, le aree verdi e i luoghi della comunità.

Ma non vogliamo limitarci a fare l’elenco delle cose che non funzionano. Vogliamo capire cosa si può fare, come farlo e soprattutto quando.

Per questo l’8 settembre porteremo queste questioni direttamente nel quartiere, in un incontro pubblico con il Comune di Pisa, APES e il Sindaco. Vogliamo verificare gli impegni presi, conoscere lo stato di avanzamento degli interventi e ottenere risposte concrete e tempi certi sulle questioni ancora aperte: Sant’Ermete non vuole più essere considerato un quartiere di serie B.

Il diritto alla casa, alla sicurezza, alla manutenzione, agli spazi educativi e sociali, allo sport, alla cura del territorio e a una vita dignitosa non può essere rimandato.

Il futuro del quartiere non può essere soltanto qualcosa che ci viene promesso: vogliamo costruirlo insieme e vogliamo che gli impegni diventino realtà.