Aria di tempesta nelle scuole pisane

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In questa settimana numerose sono state le mobilitazioni che hanno coinvolto le scuole pisane; nel giro di pochi giorni si sono mobilitati gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Galilei-Pacinotti, del Liceo Artistico Russoli e del Liceo Statale Carducci. Nell’occhio del ciclone le politiche nazionali e le problematiche delle singole scuole; inaccettabile lo sperpero di risorse della direttiva “scuole sicure” di Salvini a fronte dei reali problemi di istituti ed edifici scolastici.

Riportiamo di seguito un comunicato scritto da studenti di diverse scuole.

NELLE SCUOLE PISANE TIRA ARIA DI TEMPESTA!
Quelli di questa settimana sono stati giorni di tensione in tre delle scuole di maggiore rilievo di Pisa, studenti e studentesse stanch* di come vanno le cose nella nostra scuola e nella nostra città hanno alzato la testa.
Ieri mattina infatti al Liceo delle Scienze Umane Carducci più di un centinaio di ragazzi si sono radunati davanti al cancello della scuola bloccando l’entrata e ignorando le minacce di preside e vicepreside. Dopo essersi radunati e confrontati in un’assemblea in cui hanno discusso di problematiche e disagi che noi studenti viviamo ogni giorno e che, di anno in anno, non fanno che peggiorare, uniti e compatti sono entrati nell’edificio bloccando le lezione per metà mattinata. Al Liceo Artistico in data 18/12 è avvenuto un episodio analogo con l’eccezione che le lezioni sono bloccate tutt’ora e che il numero degli studenti partecipanti supera i 300! Anche all’ I.I.S Galilei-Pacinotti l’inizio della settimana è stato burrascoso causa malfunzionamento degli impianti di riscaldamento: in un primo momento il consiglio docenti ha detto che se nell’arco di un’ora le cose non fossero cambiate sarebbe stato permesso di uscire ma all’ora seguente con i termosifoni ancora non funzionanti già avevano iniziato a ritrattare, così gli studenti hanno deciso di non lasciarsi intimidire, ritrovarsi nell’atrio e uscire, nonostante le minacce, date le condizioni. Questa è la dimostrazione di una generazione che non sta più ai ricatti di chi ci vuole macchinette, è la dimostrazione di un forte desiderio di riscatto, è la dimostrazione che non siamo passivi e che non saremo pronti ad ascoltare le vostre pretese fin quando i nostri diritti non verranno rispettati.