Non pagare non è soltanto una questione di soldi

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Come già avevano annunciato non pagheranno il risarcimento danni richiesto dalla scuola Carducci. 16 studenti e studentesse si rifiutano di pagare e sono sostenuti da tutti i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato a quella settimana di protesta e occupazione. A gennaio moltissime scuole di Pisa erano occupate. Le motivazioni sono diverse per ogni istituto: dalle gravi problematiche strutturali degli edifici ad una oppressione dettata dal ritmo scolastico costantemente sotto ricatto; dal controllo e dal disciplinamento imposto dai presidi costruito da divieti, costrizione della libertà e installazione di telecamere, come in un carcere. Tante motivazioni ma un’unica grande voglia di ribellione e soprattutto di prendere parola su quello che non va bene, criticare, dire di NO a chi decide ed impone come devono funzionare le cose. Pagare questo risarcimento danni alla scuola non è soltanto una questione di soldi. Sarebbe accettare una sconfitta, ma se si sa di essere dalla parte della ragione, è giusto andare fino in fondo, affinchè le cose cambino davvero.

Di seguito pubblichiamo il comunicato ricevuto da @kollettivo.carducci Instagram sulle motivazioni della decisione presa di non pagare il risarcimento danni alla scuola.

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“Nel Gennaio 2020 il Liceo Carducci è stato occupato per una settimana. Nei mesi immediatamente seguenti alcuni studenti e studentesse sono stati chiamati ad essere giudicati in sede di consiglio di classe, presentando un’arringa difensiva in risposta ad una lettera dove erano elencati i capi d’accusa. I consigli che si sono svolti sono conosciuti ai ragazzi e alle ragazze del Carducci come “processi” nonostante non fosse coinvolta alcuna figura statale e giudiziaria. In seguito ai processi per alcuni di noi le accuse sono cadute, per altri sono state previste ore di servizio sociale, per altri ancora è arrivata una raccomandata in cui si comunicava la sospensione dai 15 ai 20 giorni e un numero da stabilire di ore di servizi sociali. Successivamente, tutto è stato messo da parte, non c’è stata neanche risposta ai ricorsi che abbiamo inviato in primavera. Intanto, infatti, era scoppiata la pandemia. I mesi sono passati senza che ci fossero ulteriori sviluppi, nessuno ci ha comunicato che erano in corso altri provvedimenti, ma, circa venti giorni fa, ci sono arrivate delle nuove lettere, dove ci veniva richiesto di pagare il risarcimento dei danni subiti dalla scuola durante l’occupazione, per un ammontare complessivo di 5.154 €: 322€ a testa per sedici studenti e studentesse. I danni più cospicui sono stati i graffiti e il pagamento dei collaboratori scolastici che sono stati chiamati quando l’occupazione si è conclusa. Abbiamo trovato assurdo che ci sia stato così tanto impegno per coprire alcune scritte, quando la scuola ne ha molte già da tempo e come del resto ne hanno tutte le scuole da sempre. Teniamo inoltre a dire che la scuola è stata lasciata pulita e ordinata.

Dopo numerosi dibattiti, abbiamo deciso di non pagare. Di seguito riportiamo le motivazioni principali della nostra decisione:
-Dopo una pandemia globale che ha messo in ginocchio tutto il mondo e ha costretto molte famiglie sul lastrico, far pagare un risarcimento del genere è un atto di profonda insensibilità
-Nonostante fossero già state intraprese numerose misure repressive hanno deciso di continuare, accanendosi ulteriormente su sedici studenti

La richiesta di pagamento è stata pretesa solo da sedici studenti su centinaia che hanno partecipato o sostenuto l’occupazione.
-Nessuno di noi ha commesso i danni in prima persona, né si ritiene responsabile di quelli che li hanno fatti.
Alle nostre proposte, elaborate in libera assemblea, perchè la Scuola possa essere più dialogante e adeguata alle nostre necessità formative e innovative, Il Liceo Carducci ha dato solo questa inadeguata risposta,alla quale noi risponderemo anche questa volta, non pagando.”

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