Assemblea pubblica: Rottamiamo il Governo Renzi, 14 maggio

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SABATO 14 MAGGIO, ORE 17.00, S.A. NEWROZ (VIA GARIBALDI, PISA)

Assemblea pubblica: ROTTAMIAMO IL GOVERNO RENZI!

[A seguire: proiezione del documentario “Diario di un picchetto”, sulle recenti lotte al magazzino Piaggio; cena sociale; serata musicale]

Il 29 aprile 2016 Matteo Renzi avrebbe dovuto partecipare ai festeggiamenti per i 30 anni di internet. Non si è presentato, per paura di doversi confrontare con la realtà e confermando di essere interessato esclusivamente ad una rappresentazione mediatica di consenso alle sue politiche. Questo coonsenso scricchiola sotto il peso di una disuguaglianza sociale sempre più insopportabile. Chi si è presentato sulla scena è stato il conflitto sociale. La partecipazione di migliaia di persone ha rotto un clima di pacificazione per cui il governo Renzi si auto-rappresentava come innovatore e rottamatore della “vecchia politica”, facendo irrompere sulla scena pubblica un nuovo sentimento collettivo. Non è vero che va tutto bene, l’unica crescita che c’è nel nostro paese è quella dei profitti delle banche, e siamo stufi che a farne le spese siamo noi!

Pisa ha cacciato Renzi contestandone il modello di governo. Lo stesso che privatizza e fa crescere gli utili della Società aeroportuale, precarizzando il lavoro dei migliaia di addetti. Quello che taglia i fondi all’edilizia pubblica, favorisce la rendita di palazzinari e speculatori di ogni sorta, e che lascia quartieri e periferie in mano a slot machine e case disastrate. Quel governo che mentre parla di “Buona scuola”, rende l’insegnamento e la formazione un mondo di precarietà e istupidimento generalizzato, mortificando saperi, capacità ed il futuro delle giovani generazioni. Quel governo che coi termini di “ripresa e crescita economica”, salva i bilanci ed i capitali dei grandi gruppi azionari, drenando risorse ai piccoli risparmiatori e continuando con le politiche di austerità della spesa pubblica. E’ questo potere che, dal locale al nazionale, vede sempre più necessaria un’opposizione di massa e duratura. La piazza del 29 aprile è riuscita non solo a sbugiardare il finto consenso a Renzi ed alle sue politiche, ma anche ha indicato una possibilità di contrapposizione. Le tante e violente cariche della polizia non hanno impaurito né hanno fatto retrocedere di un millimetro la determinazione di chi era sceso in piazza. Quel giorno siamo riusciti a rovesciare la paura addosso a chi voleva confinare la protesta nell’ombra e nell’inefficacia. Ora dobbiamo continuare, dare seguito a questa contestazione, imprimere forza ad una resistenza possibile a questo Governo che dà privilegi per pochi e sacrifici per molti.

Abbiamo bisogno di approfondire un’analisi di cosa rappresenta questo governo, in profondità quali sono gli assetti sociali che vuole designare, quali interessi vuole favorire, e chi sono e chi saranno sempre di più i soggetti che verranno trasformati da queste politiche. Abbiamo bisogno inoltre di costruire nuove e sempre più partecipate piazze per contestare Renzi.

Abbiamo iniziato a sollevarci, vogliamo discutere ed organizzarci per continuare a farlo, sempre di più, sempre meglio. Non sarà certo la magistratura né l’attesa di nuove elezioni a liberarci dei problemi che affliggono la vita sociale della nostra città e del nostro paese. Dalla Francia arrivano delle indicazioni: un popolo, di giovani e lavoratori, si è messo in moto per reagire all’ennesimo sopruso. Abbiamo il compito di raccogliere e tradurre quella spinta al cambiamento anche da noi.
Per questo lanciamo una grande assemblea generale, per discutere e organizzarci, per proseguire e non fermare questo vento di cambiamento che ha visto tante città iniziare a contestare Renzi ed il suo Governo.
Vorremo partire a discutere con i tanti che erano in piazza il 29 e con tanti altri che avrebbero voluto esserci a partire da alcuni temi:

• Basta ai “selfie” di governo. Come si combatte una censura mediatica a partire dalle tante voci che si stanno sollevando per la libertà di informazione libera dai diktat di chi comanda? Come dare spazio e voce alle notizie scomode? A partire da chi ogni giorno produce informazioni dal basso, vogliamo confrontarci per contrastare l’informazione di regime.
• “Gli amici degli amici”. Banche, territorio e politica. Dal governo Renzi a Filippeschi (vedi il caso Bulgarella), il legame tra i profitti di alcuni grossi consorzi d’impresa, il potere della finanza assume sempre più le caratteristiche di un blocco d’interessi che corrompe la spesa pubblica a danno dei bisogni di molti. La crisi\trasformazione del Partito Democratico vogliamo metterla in luce proprio in rapporto a queste responsabilità.
• Profitti d’impresa e precarietà del mondo del lavoro. Le reazioni sul territorio di chi lotta contro i licenziamenti, contro i contratti del job-act, contro i voucher e il lavoro nero legalizzato. Dall’indotto Piaggio, alle lavoratrici delle pulizie fino alle recenti vicende degli operai Carlo Colombo. E’ finito il momento di subire in silenzio e aspettare i vertici delle segreteria sindacali! Picchetti, scioperi, proteste stanno aprendo una nuova fase di dignità del mondo del lavoro.
• Espropriare gli espropriatori. Decreto salva-banche e decreto sui pignoramenti facili rappresentano un regalo a banche e grosse multinazionali frutto di una vera e propria rapina al cosiddetto “ceto medio”. Vogliamo capire come dare forza alle reazione di lotta e dignità dei risparmiatori colpiti direttamente e organizzarci contro le prossime manovre del governo Renzi in materia di pignoramenti nei confronti di chi ha il mutuo sulla prima casa.

Obiettivo della giornata di discussione è quello di organizzare una serie di iniziative di lotta sul territorio provinciale per informare ed aggregare sempre più persone nella mobilitazione contro questo Governo!

Sono invitati a partecipare i giovani disoccupati, gli studenti e le studentesse delle scuole e dell’università. I lavoratori della piaggio , della sole, della Ceva, della Dna, della Carlo Colombo. Le lavoratrice delle pulizie delle cooperative in appalto dell’ospedale, dell’università e dei servizi. Le vittime del Salva-banche. Le famiglie in emergenza abitativa, sotto sfratto e a rischio pignoramento. I comitati di quartiere, i sindacati di base conflittuali, le associazioni e i soggetti di movimento della città.