Attestati di solidarietà a Giovanna No Tav

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Di seguito riportiamo i tanti comunicati e pensieri di solidarietà a Giovanna e alla lotta NO TAV che sono stati pubblicati a partire da domenica. Se mancassero dei comunicati, o qualche persona volesse mandarlo, è possibile scrivere all’indirizzo email riscatto.pisa@gmail.com oppure sui nostri canali Facebook e Instagram.

(Articolo in aggiornamento)

 

Comunicato unitario lavoratori e lavoratrici Piaggio
Forza Giovanna forza compagna

Le lavoratrici e i lavoratori della Piaggio e del Magazzino Ricambi hanno conosciuto Giovanna in varie occasioni di lotta davanti ai cancelli di varie aziende sul nostro territorio , tutti si ricordano la lotta durissima davanti ai cancelli della Sole spa a Pontedera durata 40 giorni di sciopero ad oltranza con blocco delle portinerie , che ha visto a più riprese schierarsi reparti della celere e la solidarietà attiva di operai provenienti da Pisa e Livorno, oltre agli scioperi della Piaggio e del Magazzino. Una vertenza vincente che ha sanato le numerose violazioni della dignità dei lavoratori Iscot addetti alla pulizia industriale, Giovanna era li con noi a fianco degli “ultimi del carro”, con una generosità e una lealtà che la faceva splendere di luce propria, per questo ci ha profondamente offeso la descrizione che hanno fatto di lei alcuni media nazionali che la descrivevano come una criminale.

Quella non è Giovanna , quelli sono chi spara ad altezza uomo candelotti per fare veramente male, perchè come l’abbiamo conosciuta noi Giovanna anche dopo che ci siamo fatti trascinare dal suo entusiasmo per la vita , nelle lotte di tutti giorni in difesa dei diritti delle lavoratrici e lavoratori , dei diritti delle donne , della lotta transfemminista, della difesa dell’ambiente, della salute e della scuola pubblica. Giovanna è “luce”, è un “porto sicuro” per gli ultimi di sempre , per gli sfruttati, gli umiliati, per i persi nella sopraffazione dei meccanismi istituzionali

Giovanna è la tenerezza e la comprensione che ogni donna o uomo vuol trovare negli occhi di chi ti sta vicino nel momento del bisogno, della ricerca della dignità a tuttocampo. Per questo rimandiamo al mittente il vostro immaginario triste e subalterno ,di chi vuol ridurre a problemi di ordine pubblico le lotte sindacali, sociali e ambientali, per la propria dignità. Giovanna al tempo stesso è nostra compagna di lotta intransigente e inamovibile contro chi fa della prepotenza il proprio stile di vita , quella prepotenza istituzionale ,che malgrado tutto persevera con un progetto inutile come quello della Tav , un progetto che avvelena distrugge l’ambiente e regala denaro ai soliti noti , in momento tragico come quello che stiamo vivendo oggi dove le risorse andrebbero investite verso altre note priorità.

La nostra vicinanza a Giovanna è totale e incondizionata , contro quell’azione criminale che ha tentato di metterla a tacere, quelle ormai “truppe di occupazione” che da troppi anni opprimono l’orgogliosa Val di Susa.

Una lotta che è di tutti e tutte. Saremo in piazza venerdi 23 aprile alle 0re 18.00 a fianco di Giovanna e del popolo No Tav

Forza Giovanna

Rsu-Ceva Magazzino Piaggio

Comitato operai Piaggio e Delegati sospesi dalla Fiom (Cappellini, Tecce , Guezze, Bellagamba , Mei , DiSacco )

Rsu Si Cobas Trustlog

Fomne contra ‘l tav

Sabato scorso Giovanna è stata colpita da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo dalla polizia, che ha reagito in maniera spropositata al saluto che i/le No Tav hanno voluto portare ai resistenti nel presidio dell’autoporto di San Didero.Giovanna è una Valsusina acquisita fin dagli albori del movimento No Tav ed è sempre stata presente dal 2005 in poi con sua figlia, avendo anche vissuto in Valle per qualche tempo.Come Fomne Contra l’Tav, attive da sempre nella lotta contro quest’opera inutile, dannosa e abusiva, ci stringiamo attorno a Giovanna la cui unica colpa è quella di essere sempre stata pronta, in prima persona, a sostenere la lotta No Tav.

Difendiamo la nostra sorella perché siamo stanche di subire queste assurde ricostruzioni da parte della Questura e delle forze dell’ordine, a fronte di gravi atti di violenza, sulle e sui No Tav.

Inoltre, la Digos ha anche tentato di interrogarla, sebbene fosse sotto l’uso di farmaci e completamente dolorante. Non si sono fatti scrupolo alcuno ad avvicinarla in ospedale, nonostante la fragilità del momento, con l’anima nuda di quando si è in pronto soccorso.

Quanto accaduto a Giovanna supera ogni limite.

Siamo stanche di rivivere momenti di angoscia già vissuti in passato: ci ricordiamo tutte il trattamento ricevuto da Marta che, durante il suo arresto nel 2013, venne molestata e brutalmente picchiata al volto da alcuni agenti di polizia. Per questo mandiamo un abbraccio di affetto solidale alle compagne di Giovanna, che già pochi anni fa hanno provato sui loro corpi la vile violenza delle forze di polizia in Valsusa. Anche questa volta, siamo certe, sapremo restare unite più che mai contro chi con violenza minaccia le nostre vite.

Ci sentiamo tutte direttamente coinvolte e per questo vogliamo che i media verifichino le informazioni dettate dalle veline della Questura che ogni volta ci descrivono come criminali. Sono i loro mezzi e le loro azioni che provocano violenze brutali spesso non punite, con tanto di archiviazione dei molteplici procedimenti e addirittura con avanzamenti di carriera per alcuni; il tutto con il beneplacito di Procura e Tribunali.

Per tutte queste ragioni come Fomne Contra ‘l Tav continueremo ad essere presenti anche per Giovanna durante le prossime iniziative in Valle.

Resisteremo anche per Fabiola che ancora si trova in carcere, per Dana e Stella ai domiciliari e per tutte le altre e gli altri No Tav ancora colpiti da dure negazioni della propria libertà.

Siamo le donne della Valsusa, ci siamo emancipate sulle barricate e se toccano una, toccano tutte!

Giovanna siamo con te!Avanti No Tav!

Fridays for Future Pisa
In questi ultimi giorni si è riacceso il conflitto in Val Susa, a seguito della decisone di riprendere i lavori per la realizzazione dell’autoporto di San Didero, opera preliminare alla costruzione della linea ad alta velocità. Questa decisione si è manifestata tramite l’incombente arrivo nella notte di decine e decine di mezzi di polizia che, sfruttando il coprifuoco, sono giunti sul territorio. Nemmeno i sindaci della Valle sono stati informati dei lavori, emblematico dell’assenza di ogni forma di dialogo democratico intorno alla realizzazione di questa grande opera.
La storia del TAV Torino-Lione è una storia che ha oramai 30 anni e che è costellata di abusi sul territorio e sui suoi abitanti, di corruzione, di militarizzazione ma anche di una forte resistenza popolare che da decenni blocca la realizzazione di questa linea intorno alla quale si giocano visioni di mondo e immaginari diversi.
Da un lato, il paradigma delle grandi opere, che abbiamo visto essere estremamente violento per i territori e le comunità e che si basa sulla predazione di risorse collettive, sul principio di socializzare i costi economici, sanitari e ambientali e di privatizzare i profitti. Dall’altro, comunità resistenti che costruiscono giorno per giorno modi di vivere alternativi, basati sulla giustizia, la democrazia e l’ecologia.
Abbiamo visto come questo governo voglia far ripartire l’Italia dalle grandi opere mascherato da un’ipocrita “transizione ecologica”: a quelli che dicono che le/i no tav dovrebbero starsene a casa loro rispondiamo che ora più che mai è urgente opporsi a un modello di sviluppo che ci ha portate e portati alla crisi ecologica e pandemica globale che stiamo vivendo, che su queste basi non potrà far altro che aggravarsi.
Qui vogliamo prendere parola per ricordare che la lotta No TAV è una lotta per la giustizia ambientale e climatica e per denunciare la spietata e sistematica opera di criminalizzazione che viene dispiegata nei confronti del Movimento No TAV, sia con la militarizzazione e la feroce repressione fisica, che nelle aule di tribunale e nel discorso pubblico. Il modo in cui, infatti, i giornali hanno narrato quanto successo a Giovanna, una compagna di lotta di molti percorsi cittadini e non, ferita in Val Susa da un lacrimogeno sparato ad altezza umana, ne fornisce un altro drammatico esempio. Anche i giornali locali, come il Tirreno, hanno presentato Giovanna a partire dalla sua presunta “fedina penale”. Ma i grandi processi che abbiamo visto svolgersi in Italia in questi mesi, quelli che hanno portato Dana in carcere e hanno scagionato i responsabili della Strage di Viareggio dopo 12 anni di attesa, quelli che hanno comminato pene e sanzioni a centinaia di No TAP e hanno assolto i vertici di Eni e Shell per lo scandalo in Nigeria, ci hanno insegnato in modo inequivocabile la differenza tra legalità e legittimità. E che la legalità è legata a doppio filo con il potere: chi ne dispone può tirare un sospiro di sollievo, ma chi lotta per la giustizia è costretto spesso ad agire nell’illegalità.
Noi conosciamo Giovanna per le sue lotte, che condividiamo profondamente, e per quanto riguarda le sue lotte e battaglie, ognuno ha il diritto di scegliere da che parte stare: se da quella della giustizia, o da quella della legge del più forte.
Ilaria Cucchi
Questo è il volto di una donna di 35 anni.
Non mi interessa parlare del come e perchè sia stato ridotto in questo modo.
Non mi interessa qui parlare del fatto che sia rimasta ferita durante una manifestazione di protesta NO TAV.
Mi interessa ancor di meno sentir dire in TV che “sarebbe stata nota alle forze dell’ordine per precedenti episodi di resistenza a pubblico ufficiale”.
Sento dai telegiornali che sarebbe in gravi condizioni con numerose fratture al volto e che sarà sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.
Mi interessa soltanto sapere come sia potuto accadere e che sia fatta chiarezza con imparzialità e trasparenza. Deve interessare a tutti noi perchè questa è un’immagine inaccettabile senza se e senza ma. Non deve esserci tolleranza per la violenza sulle donne da qualunque parte provenga.
Spero tanto sia stato un incidente ma se non lo è stato i responsabili, chiunque essi siano, debbono essere chiamati a risponderne di fronte alla Giustizia.
CSA Intifada Empoli
Esprimiamo tutta la nostra vicinanza a Giovanna attivista gravemente ferita durante la manifestazione No Tav a San Didero. 
Soolida@ e complic@ con Giovanna e il Movimento NO TAV. contro le grandi opere inutili e imposte.
FORZA GIOVANNA. Se toccano una toccano tutt@
i compagni e le compagne del Csa Intifada di Empoli

Gemini – Network Radio Indipendenti
In questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo assedio militare di un territorio. Centinaia di uomini e mezzi delle forze dell’ordine hanno sgomberato il presidio di San Didero in Valsusa, mettendo sotto assedio un’intera cittadina e la sua comunità e ora difendono il cantiere dell’autoporto non esitando a reprimere le manifestazioni di dissenso in maniera violenta e brutale.
Giovanna, attivista pisana da sempre presente in Valsusa, è ricoverata da diversi giorni all’ospedale delle Molinette, a causa delle fratture facciali e del trauma cranico, con il volto praticamente sfigurato. La causa di queste lesioni è stata un lacrimogeno, volutamente tirato ad altezza d’uomo, comportamento abbastanza usuale per polizia e carabinieri.
La “colpa” di Giovanna, anche per la narrazione dei media mainstream, sarebbe quella di non essere rimasta a casa, di essere una No Tav, di essere parte di una lotta che non ha mai accettato che un’opera inutile venisse imposta manu militari.
Come rete di radio indipendenti abbiamo sempre seguito le battaglie – locali e globali – per la giustizia ambientale e per la difesa dei territori dalle devastazioni. Lo abbiamo fatto anche per sovvertire una narrazione che molto spesso mistifica i fatti e dipinge chiunque esprima dissenso come se fosse un criminale.
Ci stringiamo attorno a Giovanna, ai suoi cari e alla sua comunità politica. Ci stringiamo attorno a tutte le comunità resistenti d’Italia e nel mondo. Lo facciamo continuando a dare spazio a voci dissonanti e scomode, perché una radio deve fare soprattutto questo: creare contro-narrazioni e stimoli per una società più giusta e libera.

 

Segreteria Nazionale Unione Inquilini
20 aprile 2021 – Esprimiamo solidarietà a Giovanna Saraceno, gravemente ferita durante la manifestazione No Tav a San Didero.
Da una nota dell’Unione Inquilini di Pisa, apprendiamo che Giovanna è una donna impegnata nel sociale, in particolare per il diritto alla casa e nei picchetti antisfratto per cercare di impedire che soggetti fragili vengano buttati in strada senza soluzioni abitative alternative e dignitose.
I partecipanti alla manifestazione e i vari video realizzati sembra testimonino che ci siano reazioni assolutamente spropositate da parte delle forze di polizia, le quali hanno ferito gravemente Giovanna con un lancio di lacrimogeni ad altezza d’uomo. Questo sarebbe un fatto grave, contrario persino ai protocolli internazionali. Pensiamo, quindi, che su questo fatto vada fatta piena luce, senza coperture per i responsabili.
L’unione Inquilini è da sempre impegnata nelle lotte per la difesa del territorio, per il recupero e il riutilizzo del patrimonio immobiliare pubblico e inutilizzato ai fini dell’edilizia residenziale pubblica, per questo non possiamo non essere solidali con Giovanna e con il movimento NO TAV.

 

 Associazione La Rossa Lari
Se stessero e stessimo tutti a casa, tutti quelli che hanno bisogno di una mano o subiscono soprusi si troverebbero sempre soli, per buona pace di chi si approfitta e specula sulla pelle, sulla salute, e sui territori degli altri, che non troverebbero mai ostacoli alla loro assenza di scrupoli in nome del conseguimento di un profitto per pochi.

La solidarieta’ e’ un’arma. Solo cosi’ si vincono le battaglie e si ottengono conquiste per tutti, usiamola!!
Il coraggio e’ l’altra, e bisogna essere orgogliosi di chi ha questa sensibilita’, specialmente di chi e’ disposto a esporsi in prima persona.
Non si puo’ confondere chi abusa e opprime con chi rivendica diritti per tutti!
Forza Giovanna!
L’associazione La Rossa ti esprime tutto il proprio sostegno e la solidarieta’.

 

Mondeggi Bene Comune
La comunità di Mondeggi Bene Comune esprime la massima solidarietà alle compagne e i compagni che in Val di Susa stanno resistendo all’ennesima dimostrazione di violenza e abuso di potere da parte delle forze del disordine nel loro territorio.

Siamo indignate e sconcertate per quanto avvenuto a Giovanna, ferita gravemente da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo durante la manifestazione di pochi giorni fa, che le ha causato un trauma cranico e diverse fratture al viso. Ad ora, la questura sta cercando di sviare in tutti i modi quanto avvenuto per declinare la propria responsabilità.
Ancora più indignate, siamo dalla reazione dei media e di chi continua a sostenere che avrebbe fatto meglio a starsene a casa, alimentando la vergognosa retorica del “se l’è cercata”.
Se manifestare contro qualcosa di ingiusto e indesiderato è andarsela a cercare, allora noi vogliamo ringraziare Giovanna e tutte le compagne e i compagni No Tav, per ” Essersela cercata”, per non essersi mai arres@, per aver continuato a resistere ogni giorno per difendere la loro valle dalla devastazione e dalla violenza che da sempre hanno accompagnato i lavori di quell’inutile e nociva grande opera che è la TAV Torino-Lione.
Ogni territorio ha il diritto inalienabile di difendere la propria terra, di decidere collettivamente come amministrarla, abitarla, curarla. Se questo diritto viene violentemente calpestato, se le voci del territorio vengono ignorate e svilite, resistere rimane l’unica via praticabile.
Da Mondeggi, tutto il nostro amore, la nostra rabbia, la nostra solidarietà.
Ora e sempre, al fianco delle comunità che difendono il proprio territorio dall’esproprio, dalla devastazione, dalle grandi opere imposte.
Non facciamo passare in silenzio quello che è successo, se toccano una toccano tutte, Forza Giovanna, non sei sola!

 

Laboratorio Crash Bologna
CON GIOVANNA E IL POPOLO NO TAV
Sabato scorso durante un iniziativa di solidarietà al presidio di San Didero, che da giorni resisteva allo sgombero operato dalle FDO al fine di sgomberare il campo per la realizzazione di un autoporto collaterale alla TAV, un lacrimogeno sparato ad altezza uomo ha colpito al volto Giovanna, militante pisana da sempre presente nelle lotte del suo territorio.
Al grave ferimento operato dal proiettile lacrimogeno, si sono aggiunti gli atti di intimidazione subiti da Giovanna una volta arrivata in ospedale, volti a scagionare le FDO dall’aver commesso il fatto. Inoltre i giornali, seguendo le veline della questura si sono subito affrettati a dichiarare che non erano stati sparati lacrimogeni ad altezza uomo ne tanto meno verso i manifestanti.
Sappiamo bene come, soprattutto nelle lotte contro la TAV, l’apparato repressivo non abbia mai risparmiato colpi fisici e giudiziari per reprimere questa lotta. Vogliamo dare la nostra solidarietà a Giovanna sperando di rivederla presto nelle lotte che ha attraversato quotidianamente in questi anni!
FORZA GIOVANNA E AVANTI NO TAV

Confederazione Cobas Pisa
Apprese le notizie delle conseguenze dell’azione repressiva da parte della polizia in Val di Susa, vogliamo esprimere la più piena solidarietà a Giovanna, compagna di Non Una Di Meno di Pisa, per le gravi lesioni subite.

La violenza della repressione in Val di Susa è da sempre lo strumento per imporre ad un’intera comunità gli interessi delle grandi imprese produttive e commerciali contro la volontà popolare e soprattutto in barba a tutti gli studi tecnici e perfino finanziari che attestano come siano molti maggiori i rischi e gli svantaggi dei presunti benefici.
Tuttavia, nonostante l’eroica resistenza dei valligiani, la macchina amministrativa per la requisizione dei terreni, per la costruzione dei cantieri e la difesa degli stessi ha continuato a marciare, sorda a qualsiasi ragionevole confronto con le ragioni di chi vuole tutelare la propria Valle, preservare l’ambiente, battere le lobby speculative che puntano esclusivamente al profitto.
Sosteniamo la lotta della Val di Susa e auguriamo che Giovanna possa riprendersi in tempi brevi e possa tornare al fianco di compagni e compagne impegnati in quella battaglia decisiva.

Unione Inquilini Pisa
Abbiamo appreso con rabbia e tristezza quanto è accaduto a Giovanna dopo la manifestazione di San Didero quando, al termine della giornata, si è verificato un altro grave episodio di violenta repressione contro il movimento NO TAV.

Vista la gravità dell’accaduto e come sta evolvendo la situazione crediamo sia necessario non limitarci ad esprimere solidarietà, come fatto in un primo momento, ma che sia indispensabile prendere una netta posizione su alcune questioni.
La prima è su chi è Giovanna, una compagna che da sempre ha attraversato le lotte sia cittadine che nazionali, spesso l’abbiamo incontrata nei nostri percorsi di lotta per la casa, dai picchetti antisfratto, ai presidi fuori le istituzioni che troppo spesso, per non dire sempre, ignorano i bisogni delle persone in difficoltà. Troviamo assolutamente ingenerosa la descrizione di Giovanna che è stata fatta su tutti i giornali, che hanno provando a dipingerla come una criminale, sia perché è incensurata, sia perché alcune denunce sono all’ordine del giorno quando si decide di schierarsi contro il sistema e dalla parte dei più deboli.
In secondo luogo crediamo sia necessario prendere posizione su quanto accaduto: visti i numerosi video che testimoniano lo sparo di lacrimogeni ad altezza uomo, uno dei quali è responsabile di aver ferito gravemente Giovanna, crediamo sia necessario sottrarsi dalla versione dei fatti fornita dalle forze dell’ordine. Non funziona più la storia per cui la persona ferita scivola sempre dalle scale -anche in questo caso sostengono che Giovanna si sia ferita da sola – chi ha usato armi vietate dalla Convenzione di Ginevra, deve rispondere delle sue condotte.
Infine a quanti e quante si domandano cosa c’entri Pisa con la Tav rispondiamo che ogni opera pubblica che implica sperpero di denaro e non risponde ai reali bisogni delle persone, è un’opera inutile e non c’è confine geografico che tenga. Chiedere che i soldi per la Tav siano investiti in ospedali, terapie intensive, case popolari o altro è una rivendicazione legittima e sacrosanta, al di là del luogo in cui si risiede. Chiedere che i soldi investiti per militarizzare un territorio al fine di garantire la realizzazione di un’opera inutile siano investiti nella reale tutela dell’ambiente ci sembra una richiesta assolutamente condivisibile. Da anni l’Unione Inquilini lotta contro il consumo di suolo, per il riutilizzo del patrimonio pubblico e contro l’utilizzo discutibile delle risorse pubbliche per questo non possiamo non essere dalla parte di Giovanna e di tutto il movimento No Tav.
Forza Giova, torna presto a casa!

 

Comunità di Sant’Ermete
Il quartiere di santermete è allibito che una sua compagna sia stata colpita vilmente ed in maniera consapevole da coloro che pensano di far parte di un’altro mondo, che per un misero stipendio si svuotano la mente riempiendola di falsi ideologici a buon mercato, colpendo così indiscriminatamente GIOVANNA, il sole che schiarisce la nebbia nella quale i potenti hanno fatto piombare la società, le periferie, il mondo del lavoro, la famiglia.

Insieme a lei, il quartiere ha lottato contro il degrado, insieme a lei il quartiere ha obbligato le amministrazioni a ridare dignità a santermete, impedendo così: sfratti, assegnazioni di alloggi in sovraffollamento, ottenendo manutenzioni dovute, alloggi nuovi con metrature adeguate alle famiglie del quartiere, cassonetti condominiali e non da meno insieme a noi distribuendo più di 400 pacchi alimentari a settimana, partecipando con la rete di “Pisa solidale” eil grande supporto che ha sempre dato agli anziani abbandonati dalle istituzioni, senza dimenticare i diritti delle donne.
GIOVANNA SI…. È uno dei motori di un movimento, che sta creando un’onda che dovrà travolgere e spazzare via questo sistema, che è stato creato ad hoc, per ottenere il controllo sulla società.
GIOVANNA SI… è in prima linea contro l’oppressione, i lavori inutili che hanno come unico scopo di foraggiare le banche, i potenti, le multinazionali tramite i corrotti, che così facendo, riducono la popolazione allo stremo e in questo Giovanna ha il pieno appoggio di tutti noi.
GIOVANNA SI… con noi è quella che casa per casa, si preoccupa di sapere qual è il problema del tessuto sociale, quindi andando così alla foce dell’anomalia politica, per poi risalire la corrente.
GIOVANNA SI… è una di noi, fa parte della nostra famiglia, una famiglia attiva, nella quale tutti partecipano….. allora siamo tutti attivisti.
GIOVANNA SI….. è in prima linea contro l’incapacità delle amministrazioni di far fronte alle loro stesse mancanze, complici del sistema di profitto.
GIOVANNA, santermete ti supporta, ti sostiene, ti vuole bene e ti aspetta per continuare il nostro cammino verso un mondo migliore, unitamente a tutta la rete.
SANTERMETE È CON TE
GIOVANNA, guarisci presto. Un bacio.

Non una di meno Pisa
I NOSTRI CORPI, LA NOSTRA TERRA, LE NOSTRE LOTTE: SIAMO TUTTE CON GIOVANNA Sabato 17 aprile, ore 23, Val Susa occupata. A fine manifestazione le compagne e i compagni vogliono portare solidarietà a chi sta resistendo sul tetto del presidio di San Didero. Ancora una volta il popolo della Valle si sta mobilitando contro un’opera ecocida, bancomat delle mafie; un’opera che sottrae enormi risorse pubbliche agli investimenti necessari per il benessere di tutt*. Quanti posti in rianimazione, quanti ospedali, quante scuole, quante messe in sicurezza dei territori con quello che si spende per il Tav?La polizia è presente in forze, in Val Susa. Si comporta come un esercito di occupazione. E spara candelotti lacrimogeni all’altezza del volto delle persone. Scene che non sono nuove agli occhi di chi volge da sempre uno sguardo a “la Valle”. Attacchi che non sono riusciti a fermare uomini e donne che resistono da 30 anni. Lo fanno per tutte e tutti, anche per chi in quel territorio non ci vive.

La nostra compagna Giovanna è stata colpita. Era lì, come sempre, a dar voce e corpo, insieme ad altre ed altri, a quel NO che riecheggia tra i monti e ormai lungo tutta Italia. Trasportata in ospedale è stata sottoposta a pressioni e colpevolizzazioni da chi si sarebbe dovuto preoccupare solo di accoglierla e aiutarla. La polizia ha cercato di interrogarla.

La stampa mainstream si affanna ad elencare i precedenti penali di una donna incensurata e inventa fantasiose ricostruzioni. Una cosa sola è evidente: Giovanna è stata colpita in pieno volto da un lacrimogeno ed è in gravi condizioni in ospedale. Un lacrimogeno colpisce così solo se è sparato ad altezza d’uomo. Già il giorno prima i sindaci della Valle avevano denunciato come questo uso criminale fosse consuetudine nel loro territorio. Circolano video in cui si vedono chiaramente i lacrimogeni utilizzati così. Se continui a farlo, una notte dopo l’altra, allora è chiaro che stai cercando di fare molto male a qualcuno. I compagni e le compagne notav, durante la loro conferenza stampa, nel raccontare gli eventi hanno parlato di Giovanna e del suo essere “una donna generosa”.

Giovanna è questo: una donna che ha messo al centro della sua vita la battaglia per l’uguaglianza e che da sempre crede nella rivalsa degli ultimi, i “senza”: senza lavoro, senza casa, senza diritti. Una presenza immancabile laddove ci sia da condividere esperienze umane e politiche “dal basso”,  con donne e uomini di tutte le età e di qualsiasi provenienza. Giovanna è una di noi, Giovanna è ognuna di noi: è la donna che ogni mattina si alza per andare a svolgere il suo ennesimo lavoro precario; è la madre che si preoccupa e si interroga su quale futuro ci sarà per sua figlia; è l’amica a cui sai di poter chiedere aiuto; è la compagna che non si arrende mai, anche (soprattutto) quando le cose diventano difficili. Guardare l’affetto e la stima che la circonda, in tutta Pisa, non ne è che conferma.

E’ una di noi e con noi ha condiviso le lotte che, sempre più forti, avanzano dal mondo femminista per stravolgere la cultura patriarcale che, in ogni occasione è pronta a elargirci quelle quattro parole da sempre usate per svilire le ribellioni delle donne che lottano: “SE STAVI A CASA”… non ti succedeva.

Una minaccia che In Val di Susa viene applicata alla perfezione. Sempre più compagne del movimento no tav vengono colpite con misure restrittive e carcerazioni perché in prima fila contro l’abominio con cui vorrebbero schiacciare un’intera popolazione, molte vengono ferite, fermate e arrestate nel buio dei boschi, durante le marce.

A Giovanna e a loro un abbraccio. A loro che hanno così tanta forza da restituirne un po’ anche a noi che siamo qui. Giovanna è una di noi, una donna che lotta per quello in cui crede, perché vuole un mondo giusto. Siamo tutte con Giovanna, se toccano una toccano tutte.

 

Mala Servanen Jin Pisa
Compagna, sorella, amica, ti stringiamo forte e ti aspettiamo.

Quattro anni fa abbiamo deciso di prenderci una casa tutta per noi, uno spazio in cui incontrarci, vivere e condividere. Stanche e consapevoli delle innumerevoli violenze subite: in famiglia, nei posti di lavoro, nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle case e per le strade.
La Mala Servanen Jin è diventata la nostra casa, lo spazio nel quale prenderci cura di noi e delle altre, nel quale incontrarci e confrontarci, costruire le nostre lotte ed immaginare un altro modo di vivere, con forza e dignità.
Giovanna è sempre ovunque ce n’è bisogno, per chiunque ne abbia bisogno, dai quartieri popolari di Pisa ai monti della Val di Susa. Per tutte le donne che hanno condiviso e condividono con noi questa lotta; per le bambine e i bambini, le anziane e gli anziani, ai quali dedica da sempre idee, tempo e impegno; per chi lotta per una casa dignitosa e per un pasto sano per la propria famiglia; per chi lotta contro le devastazioni ambientali, le speculazioni mafiose e le opere inutili.
Anche questa volta ha deciso di non stare a casa, ma di mettersi al fianco delle migliaia di persone in lotta per la difesa della Val di Susa.
Giovanna c’è sempre per tutte e tutti noi, con estremo altruismo e generosità, con gioia e allegria, mettendoci tutta se stessa, con la voglia di cambiare questo sistema che opprime e devasta le nostre vite, i nostri corpi, la nostra terra.
Anche noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre per lei e per la lotta No Tav!
Compagna, sorella, amica, ti stringiamo forte e ti aspettiamo.

Usb Fed. Di Pisa
Forza Giovanna! Condanniamo l’ennesimo atto di violenza della polizia in Val Susa Ennesimo atto gravissimo della polizia che durante la manifestazione No TAV a San Didero ha sparato lacrimogeni ad altezza uomo. Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Giovanna e a tutti i No TAV che da anni lottano contro un inutile scempio che distrugge terre, ambiente, persone e denaro pubblico per il profitto privato.

A fianco di Giovanna A fianco dei NoTav

 

Solidarietà di Una Città in Comune a Giovanna e al Movimento No Tav:

“Basta con l’occupazione militare del territorio!” Siamo solidali e vicini a Giovanna con cui da anni condividiamo lotte e vertenze a Pisa. Esprimiamo ancora una volta tutta la nostra la solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne del movimento No Tav. Giovanna è stata colpita da un lacrimogeno, lanciato volutamente dalle forze dell’ordine ad altezza uomo, durante una mobilitazione a San Didero, in Val di Susa, e ora si trova all’ospedale Molinette di Torino con un’emorragia celebrale e fratture al volto. Non è un incidente, ma un vero e proprio attentato che arriva dopo giornate di resistenza contro la costruzione di un nuovo autoporto, cantiere collaterale del progetto della Torino-Lyone.

Stiamo assistendo ad una gravissima ed ingiustificabile occupazione militare del territorio comunale di San Didero che  non permette il normale svolgimento della vita quotidiana del paese. Una situazione quindi inaccettabile, come inaccettabile è la violenza che viene perpetrata dalle forze dell’ordine, ogni volta che la popolazione valsusina decide di opporsi ai cantieri dell’alta velocità. Esprimiamo il nostro sostegno e complicità a Giovanna e  tutto il Movimento NoTav  contro la violenza sempre più feroce delle forze dell’ordine e del Governo Draghi

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