C’è chi dice NO

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Un NO chiaro e forte, è quello di cui c’è bisogno. Un rifiuto esplicito e senza mediazioni, rispetto a chi ci impone condizioni di vita sempre più precarie e ricattabili, a chi ci impoverisce e ci umilia.

Questo rifiuto, negli ultimi mesi, più volte abbiamo provato a sbatterlo in faccia ai responsabili di questa situazione. E’ il NO che gridiamo quando il proprietario di casa ci vuole sfrattare, dopo averci risucchiato per anni ogni nostro risparmio con un affitto da rapina; ma noi ci rifiutiamo di uscire e organizziamo i picchetti. E’ il NO che urliamo ai nostri capi, quando ci impongono orari e mansioni da schiavi; ma noi decidiamo di unirci ai nostri colleghi, scioperare e bloccare. E’ il NO che urliamo ai presidi che trasformano le nostre scuole nell’anticamera della fabbrica, provando ad addomesticarci fin da giovani; ma noi le scuole le occupiamo e ci formiamo con le conoscenze che ci servono davvero.

E’ il NO delle nostre lotte quotidiane, ma adesso dobbiamo provare a fare uno sforzo in più; questo autunno si terrà il referendum per approvare la riforma costituzionale con cui il Partito Democratico, l’associazione a delinquere guidata da Renzi, proverà ad accentrare ancora di più il potere del governo, limitando ulteriormente la sovranità popolare. E’ nostro dovere, quindi, non solo opporci nelle urne, ma trovare il modo di portare il nostro NO in piazza, di renderlo diffuso e inarrestabile, di trasformarlo in una sfiducia dal basso a questo Governo di corrotti.

Vorrebbero imporci ancora più precarietà, austerità, povertà.

Diciamo NO!