Contro la guerra della Turchia, boicottiamo Ferrero e Barilla

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Lanciata ieri mattina dall’Arci Comitato di Pisa, la rete Pisa per il Rojava e le Comunità Kurde della Toscana una campagna di boicottaggio contro i prodotti Ferrero e Barilla, due fra i principali partner economici della Turchia in Italia. In un momento in cui si abbassano i riflettori sulla guerra in Rojava, è importante ricordare che nel nostro paese sono ancora troppe le responsabilità e le connivenze con questo sanguinoso conflitto.

Riportiamo il comunicato integrale e il link al dossier “A cena col sultano” che spiega i rapporti tra Turchia e le aziende alimentari italiane.

PER IL BOICOTTAGGIO DELLE AZIENDE ITALIANE CHE SOSTENGONO L’ECONOMIA TURCA

Con l’operazione “Fonte di pace” iniziata il 9 ottobre 2019, la Turchia ha dato il via a una nuova offensiva nel nord della Siria, diretta a colpire duramente l’esperienza sociale del Rojava.

In Rojava in questi anni è stato realizzato un importantissimo esperimento di confederalismo democratico, basato sulla convivenza pacifica di differenti etnie, sull’emancipazione femminile e sull’ecologia. Inoltre i curdi del Rojava si sono spesi più di chiunque altro nella guerra al terrorismo di Isis, pagando un caro prezzo in termini di vite umane per sconfiggere il califfato.

Dopo un primo momento di attenzione mediatica, durante il quale anche numerosi governi (tra cui quello italiano) hanno condannato l’aggressione turca e annunciato provvedimenti, la situazione è tornata sotto silenzio. Di fatto la guerra è tutt’atro che finita, e continuano i flussi di armi e denaro da parte dell’Unione Europea (e dell’Italia) verso il governo di Ankara.

Ci sono anche numerose aziende italiane strettamente legate all’economia turca. Durante la sua ultima visita in Italia, nel febbraio 2018, il despota turco Erdogan si è incontrato con gli amministratori delegati dei suoi principali partner economici italiani, tra cui BARILLA e FERRERO.

Aziende che in tutti questi anni hanno trovato in Turchia un terreno favorevole per sviluppare i propri affari, indifferenti alle gravissime e continue violazioni dei diritti umani, ai rapporti poco chiari del governo turco con i terroristi di Isis.

Tutto questo non è più accettabile; di fronte alla gravità della situazione queste aziende non possono più voltarsi dall’altra parte in nome dei propri profitti.

Nel nostro piccolo, a migliaia di chilometri di distanza dal conflitto, quello che possiamo fare è sostenere il boicottaggio di queste aziende, affinché cessino i loro rapporti col regime di Erdogan fino alla fine di questa aggressione militare.

PER TUTTI QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO ALLE AZIENDE ITALIANE, BARILLA E FERRERO, DI SOSPENDERE I RAPPORTI ECONOMICI CON LA TURCHIA FINO A CHE NON CESSERA’ L’AGGRESSIONE ALLA SIRIA.

OGNI CENTESIMO VERSATO ALL’ECONOMIA TURCA E’ UN SOSTEGNO A QUESTA GUERRA CHE STA PORTANDO ORRORI E MASSACRI E PERMETTENDO LA RINASCITA DEL TERRORISMO DI ISIS.

PROPONIAMO QUINDI IL BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI BARILLA E FERRERO

Arci Comitato di Pisa

Pisa per il Rojava

Comunità Kurda Toscana