Gente fuori dal Comune

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Le cose cambiano rapidamente. Tanto che il più delle volte la vita ti travolge e remare controcorrente diventa indispensabile sebbene sia già ciò che ci riesce meglio. E’ il nostro carattere, siamo gente fuori dal comune, siamo combattenti del quotidiano, impegnati nelle battaglie dei problemi di ogni giorno: le bollette, il lavoro di merda, il salario che non arriva, i turni spezzati… ci perdiamo le forze, la testa; perdiamo lo sguardo sulla guerra che viviamo. Crediamo che nulla possa cambiare, eppure non possiamo smettere di combattere; perché ci sono le spese dei figlioli, l’affitto, le rate della macchina… non ci si può fermare e accumuliamo rabbia aspettando l’occasione buona per rifilare qualche zampata non appena ci si presenta l’occasione. Non ci capacitiamo di questa guerra ma ci togliamo la soddisfazione di qualche vendetta almeno, quello sì, alla prima faccia da culo che si para davanti del fronte nemico: quello degli approfittatori, di chi promette e non mantiene, di chi vuole raccontarci che in fondo va tutto bene e anzi andrà meglio se ci sbattiamo di più…

Per mesi ci hanno tallonato in tv, sui giornali, sui bus, nella cassetta delle lettere per convincerci che tirava il vento del cambiamento, bastava volerlo, bastava un Sì. Gli stessi professionisti del raggiro, delle promesse a venire, del lavoro a voucher spacciato per crescita ed aumento dell’occupazione volevano rifilarci l’ennesima beffa. Siamo stati noi a dar loro uno schiaffo. A lui, a Renzi e lo abbiamo mandato a casa con un NO al suo referendum. Magari scoraggiati, ma incazzati, con stizza e forse all’ultimo minuto, siamo andati a quel seggio, in tanti casi per la prima volta o dopo tanto tempo che non ci si andava, e abbiamo barrato la casella del NO. Per vendetta. Poi un nuovo governo, quasi fotocopia… di nuovo quello sbruffone dei voucher che dice che i nostri giovani è meglio si levino dai piedi, ancora le stesse facce, ancora le stesse ricette, di nuovo soldi pubblici alle banche, come fu per banca Etruria, ora per salvare Monte dei Paschi: 20 miliardi a loro, aumenti per noi e truffe all’orizzonte per i risparmiatori.

In città il Partito di Renzi nasconde la testa sotto la sabbia, scollegandosi definitivamente dalla realtà. Non gli sono bastati i segnali di quanti in città hanno provato a portare le voci della critica e del dissenso in questi mesi, dalle lotte nei quartieri agli interventi nelle circoscrizioni. Hanno voluto la conferma delle urne. Il Partito del Sì si è affermato in sole tre sezioni in tutta la città. Vi basta? Sembra di no, che a loro non basti. Perché arrivano anche le inchieste a carico del sindaco ma nulla… questi non si interrogano, non si schiodano, non capiscono che c’è un mondo che ribolle. Perché? Perché preservare il privilegio è la priorità per chi governa contro gli interessi della gente comune. E allora, è stato tutto inutile? No, siamo gente normale, ma fuori dal comune. Siamo ostinati e vogliamo aguzzare lo sguardo per vedere quanto dura questa guerra perché chi la dura la vince. Sappiamo che tirato giù un manichino, altri ne verranno fino a che non si butterà tutto giù, e se ci tengono fuori da dove si decide di noi, fuori dal Comune, avremo altri NO più grossi da attrezzare.