Il preside sceriffo che vuole denunciare i pompieri

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Senza freni il preside dell’Istituto alberghiero Salvatore Caruso quando due giorni fa ha dovuto confrontarsi con l’occupazione della scuola. Prima ha annunciato soddisfatto alle telecamere dei giornalisti di aver convocato le forze dell’ordine; poco dopo però se l’è presa proprio con polizia e municipale, colpevoli di essere giunti sul posto con troppa calma e di non aver celermente eseguito lo sgombero.

Nel suo sfogo sulle pagine dei giornali, Caruso ha dichiarato di essere particolarmente adirato con i vigili del fuoco e di essere intenzionato a denunciarli. Cosa avranno fatto i pompieri per irritare così il povero Caruso? Forse si sono rifiutati di obbedire ai suoi ordini e irrompere nella scuola occupata?

Peccato che i vigili del fuoco non erano tenuti a farlo. Il loro ruolo era eventualmente di “supporto alle forze dell’ordine” (e anche qui si apre un’enorme parentesi, visto che in tutta Italia si moltiplicano i casi di pompieri che si rifiutano di aiutare la polizia durante sgomberi o sfratti), ma se le stesse forze dell’ordine hanno valutato inopportuno intervenire sul momento, questa responsabilità non deve cadere sui pompieri.

Salvatore Caruso, classe 1960, originario della provincia di Siracusa, è dirigente scolastico del Matteotti dal 2012. Ha alle spalle anche una breve esperienza politica, essendosi candidato come capolista nella lista civica “Progetto Pisa”, in sostegno al candidato sindaco Veronese (che al ballottaggio ha sostenuto lo sconfitto Serfogli). Nel suo programma elettorale trovò ampio spazio la questione della sicurezza degli edifici scolastici (cosa che avrebbe dovuto creare sintonia con l’attuale protesta studentesca). Sicurezza scolastica che pare però ancora latente su molti aspetti nella scuola che lui stesso amministra, visto le problematiche del tetto e l’assenza di scale anti-incendio in diverse ali del Matteotti; problematiche che sono state la scintilla, oltre alla totale assenza di dialogo con gli studenti, per la protesta e l’occupazione che ne è scaturita.