Il sindaco Filippeschi contro il diritto alla casa cerca alleati in Procura

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In una comunicazione durante la seduta del Consiglio Comunale di ieri il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi ha annunciato di aver presentato una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica per invasione di edifici pubblici e danneggiamento aggravato. Ad essere contestati sono i fatti della giornata di venerdì: una manifestazione, partita dal quartiere di Sant’Ermete il cui comitato di lotta denunciava la mancanza di risorse per l’abbattimento delle vecchie case popolari e la costruzione di nuove, aveva raggiunto in corteo Palazzo Gambacorti occupandone l’atrio assieme alle famiglie sotto sfratto del Progetto Prendocasa che denunciavano le irregolarità nel calcolo dei punteggi delle graduatorie ERP. Su ordine dello stesso sindaco la protesta era stata violentemente sgomberata con l’impiego di un reparto celere. La giornata di lotta durò fino a tarda sera in piazza XX settembre fronteggiando la polizia schierata in vece dell’assessore Zambito e del Sindaco ben determinati a non interloquire con le istanze portate avanti dalle famiglie in emergenza abitativa.

La seduta di ieri è stata anche l’occasione per denunciare le ripetute invasioni dell’ufficio casa comunale, le pressioni sull’Apes e sulle commissioni che stilano le graduatorie e anche le manifestazioni non autorizzate e i blocchi stradali. Un attacco a tutto tondo alle lotte di questi ultimi mesi nei quartieri popolari della città, nei picchetti antisfratto e nelle commissioni. “Un caso può essere superato, ma quando diventa metodo no” ha dichiarato il Sindaco degli sgomberi democratici. Filippeschi prende di mira dunque la stessa legittimità di chi soffre la crisi ad organizzarsi contro le cause della propria condizione, specie laddove queste risiedono nella palese ingiustizia di un sistema, istituzionalmente coperto, che vede favoritismi e sconti per i grossi costruttori come Bulgarella e sfratti e pignoramenti per chi invece non riesce a pagare più. Mentre spuntano altre fidejussioni tossiche per le costruzioni di Calambrone, il blocco di potere al governo a Palazzo Gambacorti continua a mettere la testa sotto la sabbia quando incalzato sugli scandali che investono la giunta.

“Siamo stufi del comportamento di Istituzioni che privilegiano costruttori e palazzinari nel mentre per le migliaia di famiglie dei quartieri i soldi non ci sono mai, le case non arrivano mai, ed in più siamo continuamente presi in giro!” affermano in una nota i protagonisti delle mobilitazioni sotto attacco. Anche i consiglieri di minoranza Auletta e Ricci si schierano contro la criminalizzazione dei movimenti per il diritto alla casa. “Da un lato – affermano Auletta e Ricci – si prova con pervicacia a trasformare e ridurre una questione sociale sempre più pressante in città, come l’emergenza abitativa, in un problema di ordine pubblico, e dall’altro si cerca di spostare così l’attenzione dai temi veri e importanti che le cittadine e i cittadini, i movimenti per il diritto all’abitare, i sindacati degli inquilini, stanno ponendo senza ricevere una adeguata risposta”.

Insomma si approfondisce la crisi della Giunta Filippeschi, sempre più sfiduciata dalle lotte che avanzano su contraddizioni pesanti e scandali indifendibili. Il ricorso a manganelli e Procura, l’arroccarsi su una feticistica difesa delle istituzioni dopo averle inquinate a colpi di corruzione tradendo così qualsiasi possibile fiducia, rappresentano il chiaro segnale di una insufficienza politica e di una mancanza di legittimità negli strati più popolari della città protagonisti delle lotte ora sotto attacco. “Non accettiamo di essere “becchi e bastonati”- aggiungono le famiglie in emergenza abitativa – continueremo sempre di più a farci sentire per reagire a questi soprusi e a queste vere e proprie discriminazioni che il Sindaco mette in campo. Non è un caso che questa denuncia venga fatto a noi, invece che a tutti quei privilegiati che hanno avuto dalla giunta favori e concessioni in questi anni. Non è un caso che questo Sindaco abbia paura delle proteste sulle graduatorie e sulle commissioni! Sappiamo tutti che il marcio è proprio lì!” “Vogliamo le case di Bulgarella” urlavano i manifestanti venerdì in comune. E’ una promessa se a difenderle ci saranno le denunce e i blindati inviati da questa giunta.