La comunità accademica si mobilita per il Rojava

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Nell’aula magna del Polo Piagge affollata da più di 250 persone, si è svolta ieri pomeriggio un’iniziativa dal titolo “Questione curda, invasione turca e guerra in Siria”, organizzata dai Comitati Unici di Garanzia di Università di Pisa, Scuola Normale Superiore e Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con il Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace. Un evento ideato per rispondere all’appello delle Università del Rojava e di Kobane di mobilitarsi, anche negli ambienti accademici, contro l’aggressione turca.

Numerosi interventi, tra cui le preziose testimonianze di realtà che hanno conosciuto da vicino la Rivoluzione Confederale: la Staffetta Sanitaria per il Rojava, Un Ponte Per…, la delegazione di Infoaut.org nella Siria del Nord, per citarne alcune.

Al termine della discussione è stata letta una mozione che i Comitati Unici di Garanzia presenteranno al Rettore dell’Università di Pisa, alla Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna e al Direttore della Scuola Normale Superiore per sollecitare interventi precisi e concreti di questi organi.

A questa presa di parola, si aggiunge il comunicato diffuso oggi dal gruppo di ricerca Zetesis dell’Università di Pisa; entrambi i documenti li pubblichiamo qua sotto in forma integrale.

MOZIONE DEI COMITATI UNICI DI GARANZIA

Alla Cortese Attenzione di

Rettore dell’Università di Pisa
Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna
Direttore della Scuola Normale Superiore

Ai membri dei Senati Accademici tutti

Oggetto: Richiesta di solidarietà da parte della comunità accademica alle popolazioni del Rojava e di presa di posizione contro la guerra nel nord-est della Siria

I Comitati Unici di Garanzia dell’Università di Pisa, della Scuola Normale Superiore, e della Scuola Superiore Sant’Anna, insieme al Centro interdisciplinare di Scienze per la Pace dell’Università di Pisa, esprimendo piena solidarietà ai popoli del Kurdistan siriano, che in questi giorni è oggetto di una campagna militare di invasione, iniziata dal governo turco in violazione del diritto internazionale, rispondono all’appello rivolto dalle Università di Rojava e Kobane, già accolto nell’appello degli Atenei italiani “Si fermi il brutale attacco di Erdogan al popolo curdo”, firmato individualmente da centinaia tra docenti, ricercatori/rici, e componenti del personale tecnico e amministrativo, con la presente mozione:

CONSIDERATA l’appartenenza dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore al Network delle Università per la pace, promosso in particolare dall’Università di Pisa tramite il suo Rettore, Paolo Mancarella, nonché l’adesione e il sostegno offerti dalle Università pisane a Scholars at Risk, rete internazionale di istituzioni accademiche organizzata per sostenere e difendere la libertà accademica, e al Manifesto per le Università inclusive promosso dall’Alto commissariato per i rifugiati dell’ONU;

CONSIDERATA l’approvazione all’unanimità, da parte della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, di una mozione con la quale si esprime ferma condanna per le misure e gli abusi del governo turco volti in particolare a sopprimere i diritti civili dei singoli e della collettività curda;

CONSIDERATA la rilevanza di un’azione comune e corale del sistema universitario pisano, ben consapevole del valore dell’impegno a non restare mai più indifferenti, assunto in occasione della Cerimonia del ricordo e delle scuse del 2018, quando il Rettore dell’Università di Pisa, a nome dell’intera Accademia italiana, ha fatto ammenda per il silenzio complice del mondo universitario italiano sull’emanazione delle leggi razziali contro il popolo ebraico;

RICONOSCENDO il debito che ci lega al popolo curdo, ai/alle suoi/sue combattenti, per i sacrifici nella lotta contro l’organizzazione islamica dell’ISIS, e la specificità del conflitto in atto, che vede la contrapposizione tra un regime violento e autoritario e un’esperienza di autogoverno democratico, femminista, ecologista, improntato alla realizzazione dei valori che stanno alla base del nostro impegno culturale e civile all’interno dell’Accademia,

INVITANO i Senati accademici delle istituzioni universitarie delle quali fanno parte a sostenere presso il governo italiano, come già hanno fatto e stanno facendo altri Atenei italiani, le seguenti iniziative: – farsi promotore con forza presso il governo turco per la cessazione immediata delle ostilità; – interrompere ogni attività che possa agevolare l’azione bellica, in modo particolare la vendita al governo turco di sistemi di armamento o di supporto al loro utilizzo, nonché la produzione di armi sotto licenza italiana in Turchia; – farsi promotore presso la Nato e l’Unione europea delle azioni necessarie al ripristino del diritto internazionale. – farsi promotore presso l’Unione Europea delle azioni necessarie affinché l’UE si faccia carico degli spostamenti di popolazione causati della guerra in Siria, nonché alla sospensione dei programmi di aiuti finanziari UE alla Turchia, interrompendo la delega alla Turchia nella gestione dei flussi migratori e opponendosi a qualsiasi forma di finanziamento da parte di Paesi europei di soluzioni lesive dei diritti fondamentali.

CHIEDONO inoltre ai Senati accademici:

– la promozione, nella gestione delle relazioni internazionali, di azioni di facilitazione nei confronti del personale docente/ricercatore, degli/delle studenti e del personale universitario, che si trova sotto la minaccia del governo turco a causa dell’invasione dei territori curdi o della soppressione della libertà di dissenso, di ricerca e di insegnamento nel territorio turco; – la promozione di rapporti quali scambi internazionali, spin-off, attività di ricerca e qualunque forma di scambio culturale e scientifico con le Università del Rojava e di Kobane, nonché la sottoscrizione di formali convenzioni con le stesse;

– la revisione degli accordi di collaborazione, esistenti o in fase di redazione, con enti o aziende turche, allo scopo di verificare che non includano contenuti atti ad essere utilizzati in ambito bellico, o comunque contrari alle norme e ai principi di cui ai Codici etici delle nostre Università;

– la promozione di attività di approfondimento sulla questione curda, anche attraverso il finanziamento di premi di laurea, di dottorato, di borse di studio e di ricerca su tematiche attinenti i profili geopolitici, storici, giuridici, filosofici, economici che la caratterizzano; – la partecipazione attiva alla realizzazione di corridoi umanitari specificamente dedicati a studenti provenienti dalle zone colpite dal conflitto nel nord-est della Siria;

– la promozione di questa mozione con ogni canale a disposizione presso gli Atenei italiani ed esteri.

Vi ringraziamo, certe che vi farete carico di questa mozione che nasce non solo da un’iniziativa di coordinamento tra organi di Ateneo e centri impegnati nella promozione dell’eguaglianza, nella valorizzazione delle differenze, nella diffusione di una cultura di genere, ma dall’ampia condivisione con tutte le componenti delle comunità accademiche che si sono incontrate nell’iniziativa svoltasi il 28 ottobre 2019 presso il Polo Piagge dell’Università di Pisa.

Le Presidenti dei CUG dell’Università di Pisa, della Scuola Normale Superiore, della Scuola Superiore Sant’Anna, e la direttrice del CISP dell’Università di Pisa

Gaetana Morgante, Stefania Pastore, Enza Pellecchia, Elettra Stradella

Pisa, 28 ottobre 2019

COMUNICATO DI ZETESIS

Solidarietà al popolo curdo e alle altre popolazioni della Federazione Democratica della Siria del Nord Come studentesse e studenti, dottorande e dottorandi, ricercatrici, ricercatori e docenti del gruppo di ricerca Zetesis – Università di Pisa, accogliamo l’appello delle Università del Rojava e di Kobane ed esprimiamo la nostra solidarietà alle comunità curde e alle altre popolazioni della Federazione Democratica della Siria del Nord, che da settimane subiscono una violenta offensiva da parte dell’esercito turco. Crediamo che alla base della nostra missione di studiose e studiosi stiano la condivisione di saperi, la promozione delle scienze e la circolazione libera ed egualitaria della cultura. Questi principi fondamentali ispirano da sempre l’esperienza del confederalismo democratico e sono oggi in grande pericolo. Come studiose e studiosi non possiamo restare indifferenti di fronte al genocidio che si sta consumando nella Siria del Nord. Per questi motivi, chiediamo formalmente al Senato accademico dell’Università di Pisa di condannare gli attacchi brutali che il popolo curdo sta subendo. Apprendiamo, inoltre, con preoccupazione che ricevere aggiornamenti dai territori colpiti dall’aggressione turca è sempre più difficile, anche a causa della censura nei confronti degli organi di informazione indipendente. Riteniamo che sia compito delle Università favorire momenti di confronto su quello che sta accadendo. Chiediamo per questo al senato accademico di pronunciarsi in favore di seminari e assemblee, di agevolare la circolazione di notizie e condannare duramente qualsiasi atto genocida, come quello che si sta svolgendo in queste settimane ai danni del popolo curdo e delle altre popolazioni della Federazione Democratica della Siria del Nord. Come socie e soci del centro di ricerca Zetesis pensiamo che compito primo della cultura sia diffondere la pratica critica del pensiero. Questo significa per noi schierarci con la resistenza dei popoli contro la violenza imperialista e gli atti di oscurantismo. Un’attività intellettuale e pedagogica che rimanga indifferente di fronte a quanto sta accadendo non sarebbe degna di tale nome. Perciò invitiamo la comunità studentesca e accademica tutta a unirsi alla nostra richiesta, a diffondere questo appello e sottoscriverlo scrivendo a zetesis@unipi.it e/o commentando sotto questo post.