Mala Servanen Jin a due settimane dalla rottura dei sigilli

19113849_1724067811226658_7658474813806627988_n

Questa mattina si è tenuta alla Mala Servanen Jin una conferenza stampa a due settimane dalla ri-occupazione. Le donne in lotta hanno risposto alle posizioni dell’amministrazione comunale e ribadito che non usciranno dall’immobile, anzi chiedono risposta sulle questioni sociali e politiche sollevate dall’occupazione. Anche l’Unione Inquilini (di seguito il comunicato) ha preso posizione sulla problematica dell’emergenza abitativa e degli immobili coscientemente lasciati vuoti dall’amministrazione. Riportiamo di seguito il comunicato della Mala Servanen Jin, la mozione approvata dal consiglio comunale di San Giuliano Terme in sostegno al progetto delle donne in lotta.

Comunicato Mala Servanen Jin

19260675_1724067927893313_2468972748067047476_nA quasi due settimane dalla riapertura della Mala Servanen Jin dopo lo sgombero la nostra casa è più vissuta e propulsiva di prima nonostante ci abbiano sequestrato l’elettricità.
Il nostro progetto incarnato in questo stabile tocca i diversi punti del piano femminista antiviolenza discusso a livello nazionale e internazionale dalla rete Non una di Meno. Tra questi punti c’è il rifiuto della violenza sociale, istituzionale, economica, fisica. Nella nostra città la violenza ha diverse facce, e poche voci visto che l’amministrazione continua a rimanere silente.
L’emergenza abitativa dilagante è uno dei motivi che ci ha portato ad occupare l’ex centro di accoglienza abbandonato. La difficoltà, l’emarginazione e la superficialità con cui le istituzioni interagiscono con i casi di donne in emergenza abitativa è vergognosa. L’aver occupato e riqualificato completamente uno stabile è una risposta di donne che con dignità, coraggio e forza si sono create autonomamente una risposta al silenzio istituzionale.
Per questo è nostra intenzione avere il riallaccio della luce: chiediamo all’ufficio competente del comune di confrontarsi con quest’esigenza. Il piano casa del PD approvato nel 2014 prevede una crescente esclusione delle persone in difficoltà dall’accesso ai diritti, tra cui appunto le utenze, e una svendita progressiva del patrimonio residenziale pubblico. Anche altri punti del piano antiviolenza abbiamo affrontato: salute e sanità, altri aspetti del welfare negato, molestie, umiliazioni e ricatti sui posti di lavoro.. Come donne in lotta per un piano femminista contro la violenza di genere rifiutiamo e vogliamo un confronto con le istituzioni per discutere di questo grave attacco alla dignità e all’autonomia delle donne e delle persone.
Abbiamo ricevuto solidarietà da tantissime componenti della città e non solo: si sono espressi anche tanti centri antiviolenza sul territorio nazionale. Anche il comune di San Giuliano Terme ha approvato una mozione di solidarietà al nostro lavoro riconoscendone l’importanza sociale e politica.
Le uniche risposte dell’amministrazione sono state un’accusa di abuso della libertà d’espressione e un’infastidita affermazione : “io non parlo con gli occupanti”.
Vorremmo ricordare al sindaco e all’amministrazione tutta che giovedì 25 maggio, giorno dopo il violento sgombero, eravamo sotto il comune (evidentemente non più occupanti) per avere un’interlocuzione. Invece nel pomeriggio il consiglio comunale non ha neanche accettato di discutere una mozione urgente presentata sui fatti dello sgombero.

19225892_1724067961226643_6121048719812236591_n 19225809_1724067987893307_7705542294322802822_nIL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN GIULIANO TERME PRESO ATTO

Che a seguito della mobilitazione dell’ 8 marzo, che ha rappresentato una tappa fondamentale per le donne, che lottano da anni contro la subalternità, per rompere quel ruolo precostituito per loro dalla società spesso teso ad annientare la loro autonomia, in adesione al movimento “NON UNA DI MENO” in Pisa è stato individuato uno spazio per condividere con tutti e tutte la voglia di riscatto;

Che tale spazio è un ex centro di accoglienza per migranti, di proprietà del comune di Pisa, abbandonato da anni all’incuria e al degrado. Uno stabile chiuso ed abbandonato dal Comune che, preso autonomamente in carico da questo movimento, è stato riqualificato con l’obiettivo di farne uno spazio collettivo in grado di ospitare le donne, i loro sogni, i loro bisogni, dalla lotta all’emergenza abitativa allo sportello dei diritti contro le violenze; Che tale luogo è stato rinominato “Mala Servanen Jin” (“Casa delle donne che Combattono “ in lingua Kurda) ; CONSIDERATO Che in data Mercoledì’ 24 Maggio u.s. tale centro veniva sgomberato senza preventiva comunicazione dalle forze dell’ordine con atti di violenza inaudita, caricando chiunque in quel momento si trovava a manifestare il proprio dissenso allo sgombero ;

Che questo sgombero avviene dopo quello della “Limonaia – Zona Rosa” il 3 maggio anch’esso uno spazio “femminista” dove dovevano far nascere un centro di ascolto per le donne. Ricavato nell’ex palazzo Ruschi, di proprietà della Provincia, inutilizzato da anni e riconquistato da un gruppo di femministe e da alcune associazioni storiche delle donne e collettivi giovanili che in esso volevano far nascere due sportelli di ascolto uno legale e uno medico; Che comunque tale spazio dopo circa una settimana di manifestazioni in tutta la città , è tornato ad essere occupato il giugno dalle attiviste del “Mala Servanen Jin”;

Che le politiche sociali di area vasta vivono anche di queste iniziative spontanee che spesso compensano i vuoti lasciati dalle istituzioni; TENUTO CONTO CHE Spetta alle forze politiche, anche tramite le proprie rappresentanze istituzionali, offrire ascolto, confronto, ed avanzare proposte alle istanze che prevedano rivendicazioni dei diritti e che denuncino normative non rispondenti ai principi del dettato Costituzionale.

CONSIDERATO INOLTRE
Che l’attenzione da parte dei cittadini su queste tematiche, quindi sul centro in questione, è talmente alta che tale immobile può essere di fondamentale importanza per risolvere problematiche legate alla violenza sulle donne, la loro dignità e l’emergenza abitativa per tutta l’area vasta Pisana ;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN GIULIANO TERME
Esprime il proprio sostegno e solidarietà a tutte le donne e ai “solidali” che sono stati coinvolti nello sgombero attuato in modo violento dell’immobile occupato dal movimento “Mala Servanen Jin”;
Invita la Prefettura e la Questura di Pisa a non intervenire con l’uso della forza pubblica nei casi in cui le manifestazioni e/o occupazioni non attengano a questioni di ordine pubblico bensì ad iniziative di denuncia e di rivendicazione di diritti Auspica una pronta trattativa tra le istituzioni e le donne di questo centro e non solo, tesa a sviluppare le tematiche di aiuto nei confronti delle donne; con aiuti concreti di locazioni concordate soprattutto in immobili pubblici in disuso, che così sarebbero di grande aiuto per tutta la cittadinanza e al tempo stesso verrebbero riqualificati passando dalle occupazioni abusive ad una assegnazione così come previsto nell’ordinamento per la gestione dei beni pubblici.
Chiede al Comune di Pisa e ai Comuni dell’Area Vasta di adoperarsi per trovare soluzioni ai disagi che attraversano soprattutto le fasce più deboli della popolazione in tutte le loro forme: abitative, sociali, mediche, di integrazione e comunitarie IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA a far suoi i criteri e indirizzi espressi in questo atto, parimenti a quanto richiesto contestualmente nei confronti del Comune di Pisa e dei comuni dell’area vasta. a contribuire a tutte le iniziative che vedono nella nostra area pisana sofferenze per progetti di sostegno delle fasce deboli della popolazione.

19224828_1724067887893317_2087526032112303720_nUNIONE INQUILINI A FIANCO DELLA “MALA SERVANEN JIN”

L’Unione Inquilini di Pisa da pieno sostegno alle donne che hanno combattuto, combattono e combatteranno per la “Mala Servanen Jin”, uno spazio liberato dall’incuria e dai rifiuti dopo oltre 4 anni di abbandono da parte dell’amministrazione comunale.
Non ci capacitiamo ancora di come sia stato possibile uno sgombero così violento perpetrato mercoledi 24 maggio senza preavviso, durante l’orario scolastico, e di come ad oggi nessuno abbia deciso di interloquire con le donne occupanti che, come sanno tutti, alloggiano nell’immobile, dopo aver percorso ogni strada utile al fine di reperire una soluzione abitativa dignitosa, senza riuscirci.
Non comprendiamo chi pretende che l’immobile di via Garibaldi venga destinato alle associazioni richiedenti (quali?) a seguito di un bando pubblico (proprio dopo che l’immobile è stato integralmente riqualificato?) soprattutto quando in città esistono altri immobili pubblici sfitti che, per la loro conformazione e posizione, potrebbero avere le stesse finalità.
Un esempio su tutti la MATTONAIA, che abbiamo avuto la possibilità di “visitare” un paio di anni fa e che presenta una ventina di appartamenti (e fondi) sfitti che, per la posizione strategica e il mobilio – incautamente – già pagato dall’amministrazione (cucine di pregio, armadi a muro, citofoni ecc.), si presterebbero egregiamente ad essere riqualificati.
Perché non ristrutturare quelli, destinandoli in parte all’emergenza abitativa ed in parte alle associazioni?
Perché continuare a sprecare risorse (economiche e sociali) derivanti dalla mancata utilizzazione degli immobili di proprietà comunali ad oggi sfitti?
Ed è proprio per queste motivazioni che noi supportiamo la Casa delle Donne che Combattono e chiediamo a chi di competenza di poter intavolare una trattativa volta ad una soluzione pacifica della questione, così come auspicato anche dal Consiglio Comunale di San Giuliano Terme.
Questo perché è necessario valorizzare tutti gli spazi dove c’è riqualificazione, aggregazione ed inclusione, non distruggerli!

UNIONE INQUILINI PISA

19224800_1724067944559978_1419500777902313826_n 19145771_1724067877893318_2606476162444997170_n 19059931_1724067914559981_7507567993523808915_n 19059784_1724067894559983_6488114531336105711_n 19059651_1724067991226640_310739360962800560_n