Navacchio: occupazione dei servizi sociali fin sul tetto

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Da questa mattina protesta ai servizi sociali di Navacchio per ottenere una soluzione abitativa per Houda e la sua famiglia.

Houda è una donna sola che vive a Cascina con i tre figli piccoli e da oltre un anno si trova sotto sfratto per morosità incolpevole. Da lungo tempo Houda segue i percorsi istituzionali preposti alla risoluzione del suo problema, ma negli uffici comunali e dei servizi sociali ha trovato solo porte sbarrate in faccia; i servizi sociali fino ad ora le hanno negato anche i sussidi minimi che le spetterebbero per legge: il pagamento della caparra e un’integrazione all’affitto per passare in un nuovo alloggio.

Perché continuare a negare i diritti a una donna che ha tutti i criteri di accesso ai contributi e alle prestazioni del servizio? Perché il Comune continua a evitare i propri doveri nei confronti dei cittadini? La risposta a questo Houda la conosce bene: in nome del risparmio, i suoi diritti, come quelli di molti altri, devono essere cancellati.

La giunta comunale cascinese, nella persona dell’assessore Ziello, che fino ad ora non ha fatto nulla di concreto per contrastare l’emergenza abitativa, ha provato a denigrare ulteriormente questa donna, etichettandola come “clandestina”, “scroccona” e via dicendo.

Il proprietario di casa, nonostante la delicata situazione, l’ha più volte minacciata; nelle scorse settimane è addirittura entrato di nascosto nell’appartamento, mentre Houda era fuori, e le ha tagliato i fili della caldaia. Negli ultimi mesi per ben tre volte l’ufficiale giudiziario ha provato a eseguire lo sfratto con l’ausilio della forza pubblica, in un’occasione addirittura mettendo in pericolo l’incolumità dei figli. Grazie alla determinazione di questa donna coraggiosa e alla presenza di tanti solidali, però, lo sfratto è stato sempre rinviato.

Questa volta Houda ha deciso di non attendere l’ennesima visita di un proprietario arrogante accompagnato da vigili e polizia, a insultarla e minacciarla davanti ai suoi figli. Ha deciso di non chiedere un altro rinvio, magari solo di qualche settimana. Oggi Houda ha deciso di venire a visitare i responsabili del suo disagio, i servizi sociali che in questo momento le stanno negando ogni diritto. Houda ha deciso di accamparsi all’interno degli uffici dei servizi sociali di Navacchio e rimanere qui fino a quando non sarà trovata una soluzione. Houda e altre donne sono salite fin sul tetto dell’edificio sulla via Toscoromagnola. La trattativa è aperta: “senza casa non si resta, vogliamo garanzie e un nuovo alloggio”.