Occupazione Pesenti, polemiche per l’irruzione dei carabinieri

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Oltre alle 11 scuole superiori nel Comune di Pisa, tutte attraversate da occupazioni e mobilitazioni, anche l’istituto Pesenti di Cascina ha vissuto in questi giorni momenti di accesa protesta. Da martedì fino alla giornata di oggi la scuola cascinese (polo che racchiude quattro licei e un istituto tecnico) è stata occupata dagli studenti; protesta condivisa anche dalla maggior parte dei docenti, che si sono riuniti in assemblea e hanno stilato un documento.

Nel testo, diffuso anche agli organi di stampa, vengono esposte le legittime ragioni della mobilitazione, ma viene anche denunciata la situazione grave venutasi a creare a causa dell’intervento scomposto dei carabinieri, chiamati nella scuola dalla dirigente scolastica. Le forze dell’ordine avrebbero infatti aumentato inutilmente la tensione, cercando di prelevare alcuni studenti, prontamente difesi dai loro compagni e dai docenti stessi.

La situazione denunciata dagli insegnanti trova conferma in un video diffuso in rete, che pubblichiamo di seguito, insieme al comunicato integrale.

“A seguito dell’interruzione didattica dovuta all’assemblea permanente e successiva occupazione, proclamata dagli studenti dell’IISS “Pesenti”, anche noi docenti ci siamo riuniti in una nostra assemblea per prendere posizione rispetto al documento fornitoci dagli alunni contenente le loro motivazioni.
Ci preme stigmatizzare il comportamento delle forze dell’ordine che, con tono intimidatorio e non consono ad una comunità scolastica, hanno prelevato fisicamente uno studente, già precedentemente identificato, che non stava commettendo alcun atto provocatorio.
Riteniamo che questo episodio sia di una gravità inaudita, soprattutto all’interno di una comunità scolastica basata sul confronto democratico e la pacifica convivenza, anche in assenza in quel momento di una dichiarazione ufficiale di un’occupazione e quindi di una situazione di reale pericolo. Un’ulteriore aggravante si è verificata quando alcuni docenti sono stati invitati a  identificarsi, dopo essere intervenuti a favore dello studente, nell’esercizio del loro ruolo e con l’intento di mantenere la situazione calma e sotto controllo.
Pensiamo che le esigenze dagli studenti, poste ed espresse nel loro documento, vadano prese in seria considerazione, in particolare la necessità di spazi dove esercitare un confronto democratico, in modo che la scuola sia effettivamente partecipata e costruita anche dagli alunni.
Due esempi vogliamo portare: il nostro istituto dispone da diversi anni di un auditorium inagibile che costringe gli studenti a confrontarsi in piccoli gruppi rinunciando così ad attività collettive e assembleari. Un altro esempio di scuola calata dall’alto risulta essere il nuovo esame di stato, le cui modalità di svolgimento sono state comunicate nella seconda parte dell’anno scolastico in corso, senza possibilità di intervento e critica costruttiva né da parte degli alunni né dei docenti.
Concludiamo affermando la necessità da parte di noi docenti di ascoltare le rivendicazioni e il disagio espresso da un movimento di studenti che, partito dalle scuole di Livorno, si è esteso anche nella nostra provincia”. 
L’assemblea dei docenti dell’Istituto Superiore “Pesenti” di Cascina