Presidiata la commissione territoriale, nuova sospensione degli sfratti

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Stamattina in Prefettura si è nuovamente riunita la commissione territoriale sugli sfratti, per decidere quali misure adottare di fronte alla piaga dell’emergenza abitativa. In contemporanea si è tenuto un presidio delle famiglie sotto sfratto e dei comitati di quartiere; come di prassi da più di un anno, alcuni delegati del presidio sono saliti in commissione per portare le rivendicazioni.

Il presidio ha richiesto innanzi tutto una nuova sospensione degli sfratti, più lunga della precedente, per le famiglie che hanno partecipato al bando per la morosità. E’ stata inoltre ribadita la necessità di organizzare un tavolo di trattativa fra proprietari e inquilini per fare abbassare i canoni di affitto. Infine è stata messa sul piatto la vergognosa vicenda di Nicoletta, sfrattata alcuni giorni fa nonostante la sospensione del Prefetto. Nei giorni scorsi questa storia è stata portata al Ministro della Giustizia e al tribunale di Pisa; spetta anche al Prefetto fare luce su una così grave infrazione di una sua disposizione.

La commissione ha quindi deciso per una nuova sospensione degli sfratti, questa volta di circa venti giorni, per permettere di portare a termine le trattative aperte con il bando della morosità. Per quanto riguarda i tavoli proprietari – inquilini, l’assessore Zambito ha risposto alle sollecitazioni che arrivavano ormai da mesi: presso l’Ufficio Casa saranno presto disponibili dei moduli per richiedere questo tipo di trattativa mediata dalle istituzioni. Riguardo alla vicenda di Nicoletta nessuno si è voluto prendere alcuna responsabilità sull’accaduto. Fatto sta che se non vengono prese le dovute attenzioni, le sospensioni degli sfratti rischiano di essere carta straccia di fronte allo stra- potere dei proprietari di casa.

L’abuso subito Nicoletta e la sua famiglia non è altro che la punta dell’iceberg rispetto a ciò che accade quotidianamente lontano dai riflettori, situazioni vergognose di cui spesso sono a conoscenza anche i servizi sociali, senza però che venga fatto alcunchè; per questo sono necessarie misure che tutelino maggiormente le famiglie sotto sfratto e limitino l’arbitrarietà degli ufficiali giudiziari.