Si moltiplicano le voci per il dissequestro della Mala

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Dopo la riapertura della struttura di via Garibaldi, risposta necessaria vista la violenza con cui era stato eseguito lo sgombero, diverse voci si sono levate per chiedere al Comune il dissequestro dell’immobile; già una lettera firmata da molti abitanti di via Garibaldi auspicava una soluzione di questo tipo.

+++IN AGGIORNAMENTO+++

Riceviamo con piacere la notizia della riappropriazione da parte delle donne che combattono dello spazio di via Garibaldi, avvenuto anche grazie alla vicinanza del quartiere che si è sempre schierato accanto a loro. Ricordiamo ancora una volta come l’immobile fosse stato salvato dal degrado e dalla sporcizia per essere riqualificato ed utilizzato per lodevoli iniziative sociali che, finalmente, potranno riprendere. Ci stupiamo come alcune associazioni o partiti cittadini possano inviare comunicati stampa con i quali chiedano che QUESTO IMMOBILE venga concesso attraverso bandi pubblici, visto che la possibilità di farlo c’è stata da anni ed è stata paventata SOLAMENTE dopo che lo spazio era steso nuovamente agibile. Per quale motivo la proposta di assegnazione mediante bando non è arrivata prima della riqualificazione? Perchè il Comune negli anni precedenti alla riqualificazione non si è mossa ed ha provveduto allo sgombero dei locali solamente dopo che erano stati risistemati? Per questo motivo, considerate le tante richieste da parte delle molteplici associazioni cittadine di assegnazione degli spazi pubblici sfitti, chiediamo a gran voce che il Comune provveda a RIQUALIFICARE gli altri immobili degradati come la MATTONAIA e gli immobili ex usl alle Gondoole, evitando di usare la forza per sgomberare quelli che sono stati resi agibili dalla buona volontà dei cittadini. Allo stesso tempo, chiediamo l’apertura di un tavolo con tutte le associazioni richiedenti per l’individuazione degli altri immobili sfitti posti nel territorio comunale, al fine di una riqualificazione programmata degli spazi che DEVONO ESSERE RESI UTILIZZABILI A TUTTI I CITTADINI!”
UNIONE INQUILINI PISA


Oggi le compagne di Mala Servanen Jin Occupata – Casa delle Donne che combattono hanno riaperto l’immobile di via Garibaldi. Una riappropriazione femminista che lancia un messaggio di solidarietà, ma soprattutto di resistenza. Resistiamo con loro per non restare sole, per non rassegnarci alle logiche imposte da un potere sordo e repressivo. Un gesto di lotta, favolosa e trasformatrice.

Adelante compagne, no pasaran!

LA COLLETTIVA PISA


La Mala Servanen Jin è tornata
Non è servito il rifiuto di dialogare di sindaco e consiglio comunale. Non è servita la violenza maschilista delle forze dell’ordine. Non sono serviti i sigilli illegittimi che hanno chiuso quello spazio di tutte e tutti. Oggi la Mala Servanen Jin ha riaperto. Le donne che l’hanno bonificata, curata, costruita… l’hanno ripresa con la stessa forza e la stessa determinazione della prima volta. C’eravamo anche noi, perché vogliamo spazi dove costruire consultori, centri di ascolto, spazi “safe”. C’eravamo anche noi, perché crediamo che questa ondata femminista sia una ricchezza di tutte. C’eravamo anche noi perché crediamo sia finita l’epoca in cui l’amministrazione targata PD decide sui corpi di tutte e tutti noi. C’eravamo anche noi perché in questo ultimo mese abbiamo assistito ad una vera e propria offensiva contro le donne in lotta di questa città, prima lo sgombero della Limonaia – Zona Rosa ed in seguito quello della stessa Mala Servanen Jin Occupata – Casa delle Donne che combattono, entrambe poste sotto sequestro. Di entrambe chiediamo il dissequestro immediato e ci uniamo alle donne della Mala Servanen Jin nella richiesta dell’apertura di un tavolo di dialogo cittadino.Crediamo sia finita l’epoca in cui l’amministrazione targata PD decide sui corpi di tutte e tutti noi. Niente giustifica questi attacchi se non l’odio politico verso tutte le donne che si sono mobilitate. Un odio che si è anche mascherato di menzogne parlando di inagibilità della Limonaia, quando nessuna perizia risulta presente. Non ci sono motivi “tecnici” per questi sgomberi, ma appunto solo la volontà di non interloquire politicamente. Oggi ci siamo tutte riprese la Mala. Indietro non torniamo. Non una occupazione di meno.

ZONA ROSA IN CAMMINO