Sicurezza e garanzie, anche i riders pisani chiedono rispetto e giustizia

IMG-20190608-WA0033

I fattorini di Deliveroo si sono ritrovati questo pomeriggio sotto la Torre in Piazza dei Miracoli per denunciare l’indifferenza dell’azienda per cui lavorano. Un mese fa infatti, una trentina di lavoratori avevano firmato ed inviato una lettera all’azienda per cui trasportano cibo a domicilio, in cui avanzavano alcune richieste per poter lavorare meglio. La prima su tutte il monte ore garantito: alcuni fattorini lavorano 10-15 ore settimanali, alcuni 1 o 2 ore, molti altri non riescono ad accaparrarsi neanche 1 ora. Questa discontinuità lavorativa è data dalle statistiche da doversi mantenere: lavorando tutti i week-end si riesce a stare nelle prime fasce di prenotazione delle ore da lavorare. Ma in caso di malattia o infortunio non coperto da Inps e Inail e quindi nell’impossibilità di poter lavorare, si perde il “privilegio” della prenotazione delle ore. In questi casi molti riders rinunciano così al lavoro, ributtandosi nel vortice della continua ricerca di qualcos’altro da fare. Non avendo quindi un orario garantito, nelle poche ore in cui ogni fattorino lavora, cerca di dare il massimo, pedalando forte in bici anche in contromano o sfrecciando e dribblando le macchine in scooter. Questa condizione sfavorisce anche la sicurezza stradale, rischiando di fatto, di fare degli incidenti, cosa che accade con una certa frequenza. Anche la copertura assicurativa in caso di incidenti è carente e chi ne paga le conseguenze sono proprio i fattorini.

Proprio sul tema della sicurezza sul lavoro, in sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici di Deliveroo, era presente anche Stefania, sorella di Maurizio Cammillini il fattorino che ha perso la vita quasi un anno fa in un tragico incidente in via Pietrasantina: “questi ragazzi hanno bisogno di essere tutelati. Necessitano di mezzi sicuri e idonei al lavoro che fanno. Mezzi aziendali non ne hanno, tutto è a spese loro, anche l’usura. Vanno aiutati! ”

I fattorini denunciano la pericolosità di andare a ritirare i pacchi al Mc Donald’s a Madonna dell’Acqua: “Non capiamo perchè dobbiamo fare 15 km di strada in bici tra andare a prendere i panini a questo locale e ritornare in centro a consegnarli. Un Mc già c’è in Piazza dei Miracoli, uno anche alla stazione, che ampliassero il servizio a quelli che ci sono nel centro città. Siamo costretti a scegliere tra guadagnarci dei soldi percorrendo una strada pericolosa e al buio oppure rifiutare questi soldi ma tenerci cara la vita!”

Infine i riders con i cartelli attaccati alle borse con cui lavorano “Deliveroo perchè non mi rispondi” annunciano: “se l’azienda continua ad ignorarci potremmo mettere in campo altri tipi di iniziative per farci sentire”.