Storia di una lotta e di un’occupazione abitativa

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Riceviamo e pubblichiamo dal comitato di lotta per la casa Progetto Prendocasa il comunicato sulla fine di un’esperienza di lotta durata più di dieci anni. Di seguito sono spiegati i motivi che hanno portato a questa scelta

Sul futuro di Via dell’occhio

Più di undici anni fa, il primo maggio del 2009, una manifestazione di centinaia tra studenti, precari e famiglie in emergenza abitativa liberò lo stabile di Via dell’occhio, di proprietà dell’Ardsu (Azienda per il diritto allo studio) di Pisa da anni di abbandono, degrado e speculazione per creare una comunità in lotta per il diritto all’abitare. Dopo dieci anni di lotte, occupazioni, progetti di autorecupero, la comunità di occupanti ha deciso che lascerà nei prossimi mesi gli ultimi appartamenti tutt’ora abitati nelle mani del DSU. Questa scelta maturata collettivamente avviene sulle seguenti considerazioni:

  • l’occupazione nel 2009 mirava a far cessare una vera e propria speculazione immobiliare. All’epoca l’immobile era stato messo all’asta, subito dopo l’acquisto! Con l’occupazione e le pressioni studentesche queste vendite sono state fermate, e adesso Via dell’occhio andrà in permuta per la realizzazione di una casa dello studente da circa 200 posti letto.

  • le condizioni strutturali dell’immobile non consentono più una permanenza di lungo periodo nell’immobile. Dopo esserci battuti per l’approvazione del progetto di autorecupero, lo STOP ordinato dalla proprietà ha privato i nuclei inquilini di Via dell’occhio dei finanziamenti necessari alla manutenzione straordinaria di questo vecchio e pericolante edificio. Dal dicembre 2012 è anche crollato una parte del tetto evacuando tre alloggi.

  • Le lotte sociali ed i movimenti studenteschi hanno incrinato il muro di gomma istituzionale che vede nei “piani di alienazione” l’unico modo di valorizzare le risorse immobiliari non più in utilizzo. Consideriamo uno spazio politico prezioso quello che si apre per gli studenti e le studentesse ed il precariato di questa città con la messa a bando di due appartamenti di proprietà pubblica con progetti di autorecupero per la messa in affitto a canone concordato. Appartamenti da anni inutilizzati e che nei mesi prossimi avranno nuova vita grazie al lavoro di studenti e studentesse che potranno usufruirne a canoni sociali.

  • Negli anni decine di abitanti di Via dell’occhio hanno usufruito gratuitamente di questo immobile, sottraendo al mercato degli affitti una rilevante porzione di rendita e trasformandolo in reddito e servizi. Tanti inquilini hanno trovato grazie alle battaglie per la casa, un alloggio popolare, alloggi sociali o altre soluzioni. Nei prossimi mesi anche gli ultimi nuclei troveranno una sistemazione più sicura di quella attuale e a quel punto riconsegneremo le chiavi dell’immobile di Via dell’occhio.

Non ce ne andiamo per alcuna minaccia, ma come scelta autonoma e valutazione politica e sociale complessiva. Infatti negli anni abbiamo visto la proprietà: nel 2012 impedire l’approvazione del progetto di autorecupero inviando un’intimazione di sfratto. Tentativo numero uno naufragato dalla determinazione degli occupanti e dei solidali. Nell’aprile 2014 tentarono di togliere le residenze il giorno successivo l’approvazione della Legge Lupi\Renzi e dell’infame articolo 5. Tentativo numero due naufragato grazie alla pronta mobilitazione (occupazione della sede del DSU per 8 ore) che ha fatto rigettare all’anagrafe di Pisa la richiesta del DSU. Nel 2017 tentarono d’intentare un procedimento penale e civile contro alcuni residenti di Via dell’occhio chiedendo un rimborso di 300mila euro per affitti non pagati. Tentativo numero tre naufragato miseramente, grazie alla pressione studentesca anche nel CdA del DSU nonché con la assoluzione piena del giudice che ha anche condannato il DSU al pagamento delle spese processuali. Nessun avviso di sgombero ci è mai pervenuto direttamente, e anche le più maligne e infide voci hanno sempre trovato risposta nella resistenza non solo degli occupanti ma di tutto il movimento pisano.

L’associazione Giorgio Ricci, dedicata a Giorgione, nostro compagno e occupante di Via dell’occhio scomparso prematuramente quasi dieci anni fa, ha utilizzato per anni la sede inserita nello stabile per attività sociali e culturali, nonché è stata promotrice delle battaglie locali e nazionali sull’autorecupero, collaborando anche alla realizzazione della prima legge regionale pilota sull’autorecupero e autocostruzione nel 2012. L’associazione e la comunità di occupanti ha messo insieme per anni una realtà eterogenea nel prendersi cura della zona stretta tra via la Nunziatina e via dei Garofani. In particolare la pulizia e la presenza contro lo spaccio di sostanze pesanti nella zona ci ha visto sempre presenti. Il processo di privatizzazione degli immobili pubblici (a partire dall’ex telecom) ha tutt’altro che riqualificato la zona, piuttosto l’ha resa sempre più spoglia di vita e pregna di consumismo, di tutti i tipi, cercando di nascondere la polvere sotto il tappeto. Di fronte alla gentrificazione imperante nel centro storico di Pisa, Via dell’occhio rappresenta ancora ad oggi, con tutte le sue contraddizioni, un pugno in un occhio alla mercificazione della città. Siamo consapevoli che lasciare quell’immobile nelle mani del DSU – anche se la destinazione d’uso sarà quella di contribuire alla realizzazione di una nuova casa dello studente molto più grande rispetto agli 8 appartamenti di Via dell’occhio – rischia di cancellare quest’ultimo spicchio popolare dalla città. Sapremo ricollocarci al centro delle nuove esigenze sociali della nostra città.

Ce n’est un debut, continuos le combat!

Pisa, 15.07.2020

progetto prendocasa – pisa