Tangenti e controllo indiretto: il sistema delle cooperative e delle scatole cinesi

brt

Pubblichiamo di seguito una video-intervista, a cura del sito InfoAut, a Gianluca Vivaldi, ex capo delle cooperative che gestivano il facchinaggio nel magazzino Bartolini di Lavoria (Pisa), arrestato nel 2017 per frode fiscale. 

Gianluca Vivaldi, ex responsabile della cooperativa in appalto presso il magazzino logistica BRT di Lavoria, nel pisano, venne arrestato nel marzo 2017 assieme ad altri soci per una maxi frode fiscale: la sua cooperativa intascava i soldi da BRT, pagava i dipendenti ma non versava un euro nelle casse dello Stato evadendo per circa 10 milioni di euro. Abbiamo voluto conoscere più da vicino il meccanismo che legava la cooperativa di Vivaldi alla multinazionale BRT e lo abbiamo raggiunto nella sua abitazione dove sta scontando una condanna a 6 anni e otto mesi.
Da lui abbiamo raccolto una versione dei fatti non combaciante con le carte processuali che imputavano l’intera responsabilità della frode ai capi della cooperativa assolvendo BRT. Dal racconto di Vivaldi emerge un vero sistema di cui la multinazionale era non solo a conoscenza ma pienamente partecipe: BRT, a detta di Vivaldi, aveva il pieno controllo dell’attività della cooperativa, riscuoteva tangenti, concordava con il sindacato il fallimento e il cambio delle cooperative.