4° giorno di presidio a Sant’Ermete. Continua la lotta per le nuove case

La lotta per le nuove case popolari, esplosa dopo la notizia che i 10 milioni che dovevano essere stanziati dalla regione Toscana non sono più disponibili, sta continuando e il presidio permanente ha preso forma ed è partecipato sempre di più. Sono tantissime le famiglie che si uniscono alla lotta e che si autoriducono l’affitto. Dopo le proteste di ieri alla sede dell’Apes in cui decine di abitanti del quartiere hanno voluto guardare in faccia uno dei diretti responsabili di questo scandalo, ovvero il presidente Bani, ecco il Secondo Comunicato dal presidio permanente con cui il Comitato di quartiere da delle delucidazioni riguarda all’intera vicenda.

Siamo arrivati al quarto giorno di presidio permanente in Sant’Ermete per ottenere le nuove case del progetto di riqualificazione. L’assessore Zambito ed il Presidente dell’Apes, Bani, non hanno ancora risposto alle domande che il quartiere da una settimana vuole conoscere. Dove sono finiti i 10 milioni di euro? Perché per anni è stato detto e sbandierato ai quattro venti che le case nuove sarebbero state costruite con un finanziamento pubblico ed adesso questa cosa è messa in discussione? Quali sono le reali volontà delle Istituzioni sul nostro quartiere?

Queste domande stanno risvegliando la voglia di conoscere, di capire e di lottare di tutti gli abitanti. Ci sono persone appena arrivate nel quartiere nelle case di emergenza, che vivono in 38 metri quadri in 4, illuse dal Comune di stare in questi vecchi alloggi in modo transitorio.

Ci sono anziani di 90 anni che vivono dal 1946 in queste case e che adesso prendono parte alla lotta, sedendosi al presidio, raccontando le loro storie, condividendo quei ricordi di sofferenza e gioia che solo anziani lottatori sanno fare.

Ci sono i bambini che si riprendono le piazze ed i giardini, che dimostrano a tutti quanti la gioia dello stare insieme e come sia possibile cacciare via lo sconforto e la rassegnazione con l’entusiasmo di vivere, di giocare, di stare insieme.

E poi, ci sono le iniziative che prendono corpo e forma nelle assemblee che ogni sera vengono fatte. Invece di rassegnarsi stiamo costruendo una nuova speranza. Per questo ieri mattina una delegazione del quartiere ha fatto visita all’Apes cercando di parlare con il presidente Bani. Per dire in faccia a chi ha la responsabilità politica che non è giusto essere presi in giro per anni e sentirsi dire ancora una volta “dovete aspettare”. Per dire che se l’Apes è davvero interessata a realizzare il progetto delle nuove case popolari dovrebbe dimostrare al Comune ed alla Regione la gravità della situazione che ogni giorno le persone sono costrette a vivere a Sant’Ermete. Non bastano le recinzioni che hanno creato una vera emergenza sanitaria per la sporcizia ed i topi. Le case vecchie di Sant’Ermete non sono a norma e questo il Bani lo deve riconoscere!

Da giorni la protesta è diventata anche quella di non pagare più l’affitto intero “si paga un euro”! Questa autoriduzione serve per protesta, fino a che non costruiranno le case nuove! Serve a dire ed affermare con forza e determinazione che le case vecchie hanno dei contratti illegittimi. Per questo l’Apes deve riconoscere l’esonero per tutti, se vuole veramente reperire i soldi dalla Regione.

Ed invece ci siamo trovati la solita isteria di chi pensa di avere a che fare con degli stupidi e degli sciocchi. Di chi pensa che dando un incontro il 16 maggio in cui raccontarci altre frottole, dopo anni di mancate manutenzioni, promesse tradite, e tanta tanta sofferenza si possa nascondere sotto il tappeto la valanga di letame che è venuta fuori.

Apprendiamo dai giornali di stamani che il Bani, dopo averci detto ieri di Venire con Lui in Regione a chiedere i soldi necessari, afferma di essere stato aggredito e che è stufo di avere a che fare con violenti e capipolo. Lo ha preceduto il Sindaco che ancora più chiaramente dice che la magistratura, la procura, la prefettura etc… devono FERMARE questa orda di barbari che non rispettano le regole civili, travolgendo le sedi dell’ufficio casa. È vero, noi non rispettiamo le loro regole quando queste sono la causa della sottrazione di DIECI MILIONI DI EURO destinate alla realizzazione di alloggi popolari. Quando queste sono le stesse regole di chi butta i nostri soldi per salvare le banche colluse e comandate da chi sta nelle Istituzioni. Regole che fanno ammalare le persone, costringendoli a marcire nella muffa di case non a norma. Regole che in definitiva non riconosciamo nostre, perché le regole, quelle vere, imporrebbero al Sindaco, alla Zambito, al Bani prima di tutto un vero confronto e poi l’assunzione di responsabilità per problemi che LORO stessi hanno creato.

Il fatto è questo: LORO SI VOGLIONO SOTTRARRE AL CONFRONTO.

Per questo Domenica Mattina alle 11 organizzeremo un’assemblea per continuare a raccogliere il materiale necessario per l’Esposto contro chi ci costringe a vivere in delle case non a norma, riscuotendo affitti illegittimi. Per questo rilanceremo con un tour in tutti i quartieri, per continuare ad aggregare tutti quelli che vivono gli stessi problemi di Sant’Ermete e per informare della gravità della situazione in cui versa l’edilizia residenziale pubblica.

Per lunedì è prevista la presenza dell’assessore Zambito, con la Seconda Commissione Consiliare, nel nostro quartiere e noi l’aspetteremo, determinati, perché abbiamo deciso di non pagare più per queste baracche e vogliamo una nuova casa dignitosa. Voci si rincorrono e dicono che lunedì i consiglieri e la Zambito non verranno più nel quartiere. Se fosse vero, questo è inaccettabile. Loro devono venire, devono confrontarsi, devono dire la verità e soprattutto devono ascoltare le nostre richieste. Fino ad oggi si sono voluti sottrarre a questo ed hanno risposto a bisogni reali in maniera codarda.

Andiamo Avanti, più forti di prima!

9 aprile 2016