“CI STATE AMMAZZANDO, NOI CI VOGLIAMO VIVƎ!” 

Non una di meno Pisa torna nelle strade con una passeggiata arrabbiata contro femminicidi e violenza patriarcale

Ieri sera, Giovedì 6 luglio, Non Una di Meno Pisa è tornata a riempire le strade e le piazze del centro delle sue parole e la sua rabbia.
Partendo da Piazza Dante, un partecipato presidio itinerante transfemminista si è mosso per i principali centri della “movida” serale pisana interrompendo aperitivi e cene con interventi al megafono, volantinaggi massicci, cori e performance comunicative.
Con la conta di più di 50 vittime di femminicidio in Italia da gennaio 2023 a oggi, il messaggio portato dalle partecipanti alla mobilitazione è arrivato forte è chiaro alla città: la violenza quotidiana, sempre più efferata, perpetrata sulle donne e le soggettività LGBTQIA+ non è una responsabilità di pochi, non sono casi isolati, non sono singoli atti di follia. É un sistema intero che la incentiva e la riproduce con comportamenti completamente normalizzati dalla società. E riconoscerla e combatterla in tutte le sue forme è compito di tuttə.

In questo senso, a seguito di un importante lavoro di scrittura e discussione avvenuto nelle sue scorse assemblee, Non una di Meno ha distribuito ieri, tra tavolate di birre e spritz degli avventori serali pisani e turisti, vari volantini con messaggi diversificati che esemplificavano con chiarezza situazioni e comportamenti che incentivano, giustificano e agevolano la riproduzione della violenza di genere, anche in quelle circostanze in cui molti vorrebbero continuare a credere di non esserne responsabili.
Gli stessi messaggi sono stati lasciati con dei tazebao fucsia e bianchi sui muri delle piazze attraversate dalla passeggiata, così che potessero restare da spunto di riflessione per chiunque ci passasse anche a passeggiata terminata.

Nelle soste presso Largo Ciro Menotti, piazza della Berlina, piazza Garibaldi e piazza della Pera, si sono succeduti interventi carichi di rabbia e emozione con cui Non una di Meno ha preso parola sui femminicidi avvenuti in questo anno, sulle forme inaccettabili di molestie e abuso di potere nei contesti della formazione, sulla pratica violenta e illegittima della sottrazione dei figli alle proprie madri per riconsegnarli a padri violenti, sulle diverse forme con cui la violenza di genere viene legittimata dai più, sulle narrazioni violente e tossiche dei media quando trattano la questione dei femminicidi e della violenza di genere.

La passeggiata è poi terminata in San Martino, davanti al “muro” di Non una di Meno per l’aggiornamento dei materiali transfemministi esposti sulle vetrate di uno degli innumerevoli immobili vuoti del centro, lasciati a marcire dai proprietari palazzinari della città, da due anni recuperate dall’assemblea transfemminista e diventate bacheca permanente delle sue lotte e delle sue rivendicazioni.

A conclusione della serata, con un presidio ancora molto partecipato, gli ultimi interventi hanno invitato, in prospettiva dell’estate, a seguire il canale Telegram “Non una di meno Pisa” per i prossimi appuntamenti e hanno rilanciato sul campeggio nazionale contro la guerra e le basi militari “Fermare l’escalation” di cui Non una di Meno Pisa è promotrice.

Di seguito una fotogallery di alcune piazze della serata e il testo di non una di meno Pisa e della chiamata dell’evento

Testo dall’evento fb di Non una di Meno

CI STATE AMMAZZANDO, NOI CI VOGLIAMO VIVƎ! Passeggiata arrabbiata transfemminista

Siamo arrabbiatə e vogliamo dirlo, ripeterlo, urlarlo a squarciagola!
Siamo piene di rabbia!

Perché continuiamo a essere molestatə, abusatə, stupratə, uccisə, nel silenzio interrotto, per un breve momento, da squallide narrazioni che ci violentano una volta di più.

Perché dietro le vostre battute e risate accondiscendenti col sessismo c’è una sorella su cui state agendo violenza. 
Perché non sopportiamo più di sentire ripetere che abbiamo ragione ma le nostre reazioni sono esagerate, sostenendo, quindi, che le nostre vite valgono meno della vostra buona educazione. 

Perché siamo stanche di sentirci dire che è colpa nostra perché non ci nascondiamo, non reagiamo, non denunciamo.
Perché la nostra rabbia protegge noi e altre sorelle ed è l’antidoto alla paura e alla rassegnazione delle quali ci vorreste succubi.

Dal 1 gennaio a oggi sono 49 le vittime di femminicidio nel nostro paese. Otto al mese, una ogni tre giorni.
Tante per continuare a rimanere in silenzio, stringendoci l’unə l’altrə, ricordando quellə di noi che non ci sono più. 
Troppe per accettare ancora le narrazioni che vengono sciorinate dai media attraverso una selezione con alla base, da un lato la sensazionalità dell’evento, lo scalpore e il clamore che suscita, dall’altro l’intento di disegnare la donna-vittima perfetta, meritevole di lacrime e cordoglio, mentre tuttə lə altrə vengono lasciatə nel dimenticatoio lì dove, probabilmente, hanno trascorso anche la propria esistenza.

Numeri in crescita, dietro i quali si nascondono volti, voci, vite spezzate, che ci spingono a reagire contro una politica che produce solo leggi punitive cancellando, quando non negando, l’importanza che risiede nel cambio di paradigma culturale necessario a contrastare un sistema patriarcale, razzista e classista, che genera violenza.

Ci vorreste impauritə. Insieme vogliamo essere liberə, non coraggiosə.
Ci vorreste rassegnate. Insieme siamo ribelli!
Ci vorreste al “nostro posto”. Insieme siamo ovunque!
Ci vorreste silenti. Insieme siamo frastuono! 

Ci state ammazzando, noi ci vogliamo vivə!
PASSEGGIATA ARRABBIATA TRANSFEMMINISTA

Giovedì 6 luglio 2023 – PISA
Partenza da Piazza Dante ore 19:30 per attraversare le strade della città e le piazze della socialità e degli aperitivi