La ministra Bernini scappa dalle richieste dellǝ studentǝ per la Palestina

Pubblichiamo di seguito il comunicato diffuso dallə studentə per la Palestina sulla contestazione alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
La mobilitazione studentesca va avanti e diventa sempre più partecipata e sostenuta anche dalla cittadinanza pisana.

Gli studenti e studentesse dei tre Atenei pisani sono in accampamento con le tende nei giardini di Storia e Filosofia da sei giorni, per richiedere alle Università, alla CRUI e al Ministero di rompere le complicità nel genocidio del popolo palestinese, concretizzate tramite le collaborazioni universitarie con istituti ed enti afferenti ad Israele e con aziende private nel settore dell’industria bellica, che ne supportano lo sforzo militare.

In data 18 Maggio la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini è venuta in visita a Pisa, nel contesto della campagna elettorale di Forza Italia per le elezioni europee, in questa occasione una delegazione dell’accampamento universitario ha deciso di presentarsi alla Ministra per portarle le richieste che animano la protesta.

In tutta Italia e nel mondo da più di un mese sono stati allestiti dalle comunità accademiche centinaia di accampamenti, che richiedono alle università di esporsi contro il genocidio del popolo palestinese e i crimini genocidiari perpetrati da Israele, assumendo una posizione chiara contro la violenza in atto con azioni concrete di dissociazione dalle istituzioni – accademiche e non – israeliane. La Ministra Bernini, in linea con la CRUI, sta eludendo ogni possibilità di confronto rispetto alle richieste che partono dalle Università, confermando il suo ruolo fondamentale nel sostegno del Governo italiano al genocidio ai danni della popolazione palestinese.

Negli ultimi mesi gli studenti e le studentesse delle università di Pisa hanno dimostrato la determinazione nella solidarietà al popolo palestinese, mobilitandosi dentro e fuori gli Atenei; La chiusura al confronto da parte delle istituzioni si è dimostrata con le violente cariche della polizia del 23 Febbraio, si riconferma con il silenzio complice dell’amministrazione degli Atenei e con le direttive del Ministero sulla militarizzazione degli spazi universitari.

Dalle tende degli studenti e delle studentesse l’indicazione alla Ministra Bernini è chiara: se vuole attraversare le città universitarie per la sua campagna elettorale, deve fare i conti con le loro richieste.

In questo momento in cui la violenza bellica di Israele si intensifica a Gaza, con l’invasione di Rafah e la minaccia per 1,5 milioni di persone sfollate in quel territorio, non è accettabile che il nostro Governo e le sue cariche istituzionali rimangano fermi nelle loro posizioni di connivenza, sottraendosi alle richieste che centinaia di migliaia di persone in tutta Italia pongono.

La Ministra Bernini, anche in questa occasione, ha ben pensato di scappare dagli studenti e le studentesse, che hanno poi continuato la loro mobilitazione per le strade della città, con un corteo spontaneo e determinato, per rivendicare ovunque la libertà di studiare in un’Università priva di accordi e complicità con la guerra e il genocidio. La fuga della Bernini non fa altro che alimentare la determinazione a continuare l’accampamento e la mobilitazione studentesca.

In questo momento non sono qualificabili dichiarazioni di circostanza da parte dei Rettorati, la CRUI e il Ministero, che devono prendersi la responsabilità di istituire un dialogo effettivo nel merito delle richieste.

Studentə per la Palestina.

(foto di Emiliano Bruno)

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