Santoni Occupato: se non ci date un futuro noi ci prendiamo il presente

Da quattro giorni va vanti l’occupazione dell’IIS Santoni di Pisa. Gli studenti e le studentesse, determinati a vedere realizzate le richieste che da decine di anni vengono mosse da chi frequenta l’istituto, non hanno intenzione di cadere nei ricatti e le false promesse della dirigenza e della Provincia.

Gli studenti e le studentesse stanno dando una lezione di maturità e determinazione a tutta la città e soprattutto a chi, tentando di infantilizzarli, continua ancora a gettare fumo negli occhi ed evitare di assumersi le proprie responsabilità. Avanzano problemi chiari e soluzioni ancor più chiare, infrangendo ogni retorica di chi avrebbe in mano il potere per cambiare le cose e decide invece di far ricadere la responsabilità dei problemi su chi li vive.

Di seguito riportiamo il comunicato di occupazione.


Non si tratta di una scusa per sospendere la didattica, ma dell’unico strumento rimasto per far sentire la nostra voce di fronte alle condizioni inaccettabili in cui si ritrova la scuola pubblica italiana. Da troppi anni la scuola viene considerata una spesa da tagliare anziché un investimento sul futuro. Il governo Meloni solo nel 2026 ha TAGLIATO 260 milioni all’istruzione, AUMENTANDO di 1,1 miliardi le SPESE MILITARI, arrivando a raggiungere i 33.9 miliardi di euro complessivi per le spese militari. La scuola non è più per tutti ultimamente perché il costo per mandare i propri figli a scuola tocca i 1200 all’anno tra materiali e libri di testo (non contando abbonamenti per i mezzi pubblici) Il rientro a scuola pesa sempre di più sulle famiglie.

MOTIVAZIONI DELL’OCCUPAZIONE:

strutture diroccate e insicure
Le nostre scuole cadono a pezzi.
È inaccettabile dover fare lezione in aule con intonaco che si stacca dai soffitti, riscaldamenti rotti d’inverno e posti della scuola inutilizzabili. Pretendiamo edifici a norma, sicuri e dignitosi, dove la sicurezza di chi li vive quotidianamente sia messa al primo posto.

scarsa disponibilità di spazi comuni:
come ad esempio la nostra palestra che viene utilizzata per la maggior parte dei giorni oppure nelle ore più strategiche dal Buonarroti.
Il biennio di geometri e agrario è stato spostato alla succursale gambacorti dove non ci sono spazi ne laboratori per una scuola e per indirizzi come i nostri. Nonostante le proteste dei genitori e degli insegnanti visto il disagio creato, su questa situazione silenzio stampa da parte della preside e provincia.
Tutto questo è stato fatto per dare classi al Buonarroti in quanto loro non hanno messo un numero massimo di iscritti nella scuola, cosi le nostre aule sono state date a loro e noi ci siamo come sempre dovuti adattare alle loro esigenze. Inoltre all’interno della nostra scuola, nei bagni le porte sono sempre state quasi inesistenti e adesso sono state magicamente riparate dalla provincia all’arrivo delle classi del Buonarroti.
Quindi ad oggi ci chiediamo se i soldi a disposizione della nostra struttura vengono tirati fuori solo quando fa comodo e ci stiamo anche chiedendo se esistano scuole di serie a e scuole di serie b.
Da parte della preside e dalla provincia vogliamo risposte sul da farsi, sulle condizioni di questa scuola e sul nostro futuro come Santoni: cosa ne sarà?

NELLE NOSTRE SCUOLE MANCANO SPAZI E POSTI PER TUTTI!

Mancano spazi di aggregazione, di studio e socializzazione all’interno degli istituti come ad esempio il collettivo che ogni scuola dovrebbe avere ma che a noi non è permesso.

Le palestre e i laboratori sono spesso insufficienti, ridotti male o del tutto inagibili, costringendo i ragazzi a rinunciare ad attività pratiche e motorie fondamentali (come la piscina che si trova all’interno della nostra scuola ma che è inutilizzabile già da molto)

un sistema che non ci ascolta:
Protestiamo contro un modello di istruzione che mette al centro il nozionismo ovvero un insegnamento basato sull’accumulo di nozioni, spesso imparate a memoria così favorendo un apprendimento passivo, mettendo in secondo piano la salute mentale degli studenti, il benessere psicologico e il diritto a una crescita critica e consapevole. Ci sono circa 150 studenti all’anno che muoiono perché soffrono il troppo carico di studio e le troppe considerazioni da parte della famiglia.

come gestiremo l’occupazione:
L’occupazione sarà gestita direttamente dagli studenti in maniera responsabile, autogestita e politica.
verranno organizzati:

  •  Tavoli di lavoro e dibattito sui temi della scuola, della società e dell’attualità.
  •  Servizi di pulizia e manutenzione coordinati dagli studenti stessi per garantire che la scuola venga restituita alla fine dell’occupazione in condizioni migliori di come è stata trovata.

Non siamo noi a distruggere la scuola: la scuola la sta distruggendo chi continua a ignorare i problemi della pubblica istruzione.

SE NON CI DATE UN FUTURO, NOI CI PRENDIAMO IL PRESENTE.

(lasceremo il primo piano libero per non creare problemi a ragazzi diversamente abili e alle loro famiglie, cosi da poter far continuare le loro attività e non creare disagi in famiglia)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *