Sull’arresto e rimpatrio di Stefania Costantini: Palestina libera

È di ieri la notizia dell’arresto e dell’espulsione di Stefania Costantini, nota attivista pisana, dai territori palestinesi dopo il raid dei militari israeliani del campo profughi di Dheisheh, Betlemme, in Cisgiordania. Di seguito i comunicati cittadini del sindacato cobas del quale ha fatto parte per tanti anni e de* compagn* dello Spazio Antagonista Newroz, col quale ha condiviso la proprio esperienza politica.
Rimandiamo ai comunicati per la comprensione degli eventi ed esprimiamo solidarietà a lei e a tutt*  l* palestinesi che continuano a resistere ai soprusi dell’esercito occupante israeliano. Qui un’intervista su Radio Onda d’Urto.

Ieri i militari israeliani hanno fatto un raid nel campo profughi di Dheisheh, Betlemme.
Omar Al Khamour, palestinese, 14 anni , è stato ucciso dai colpi sparati dai soldati. Solo qualche giorno fa in un’azione simile a perdere la vita era stato un altro giovanissimo, Adam Ayyad, 15 anni. Dall’inizio dell’anno sono tanti altri i ragazzi che sono stati uccisi dall’esercito Israeliano a colpi di fucile.
Ieri mattina sono state ferite e percosse tantissime persone, anche indifese e malate.
In questo frangente è stata arrestata Stefania, da mesi tornata in Palestina per portare solidarietà col suo corpo a chi vive un’occupazione decennale e a cui vengono negate le cure essenziali per la sopravvivenza. Anche lei non si è mai arresa di fronte ai ripetuti soprusi di uno stato illegittimo e occupante.
Portata via di peso (circolano da ieri i video del momento dell’arresto), è stata subito portata a Tel Aviv. Dopo qualche ora è stata espulsa da “Israele” e rimandata per direttissima in Italia, dove è atterrata ieri sera.
Conosciamo bene Stefania. Conosciamo l’amore e la dedizione con cui intrattiene relazioni col popolo palestinese con cui condivide quotidianamente le giornate, conosciamo a determinazione con cui diffonde e denuncia i soprusi degli israeliani ma anche la resistenza dei palestines*.
Ci stringiamo a lei, sicur* di vederla presto e consapevoli che la resistenza di tutto il popolo Palestinese andrà avanti.
Spazio Antagonista Newroz

 

Non toccate Stefania!

Apprendiamo costernati che Stefania Costantini, nostra compagna, attivista dell’esecutivo confederale pisano Cobas nel lavoro privato – lavora come assistente specialistica per studenti con disabilità – ma da sempre schierata per la difesa dei diritti negati, è stata arrestata e frettolosamente rimandata in Italia con un volo Tel Aviv-Roma. Al momento del suo arresto Stefania si trovava nel campo profughi di Dheisheh a Betlemme. Poco prima del suo arresto la soldataglia israeliana aveva sparato in testa a un quattordicenne. Conoscendo le modalità di azione dell’esercito israeliano siamo stati fortemente preoccupate/i per il suo stato di salute e per la sua incolumità.
Da qualche mese aveva deciso di portare il proprio contributo attivo alla causa palestinese, scegliendo di lasciare tutto e trasferirsi nei campi profughi da sempre sotto il mirino della brutale occupazione israeliana. Seguivamo con apprensione le notizie che da tempo (e ancora di più dopo l’ennesimo spostamento a destra dell’ultimo governo Netanyahu) arrivavano dai territori occupati: un’escalation incontrollata di uccisioni, sevizie, quotidiani soprusi di ogni tipo contro palestinesi inermi e di ogni età, non coperti dalla stampa ufficiale ma diffusi dai siti degli attivisti. E temevamo per Stefania. La conosciamo bene, e abbiamo ben presente il suo attivismo senza remore, la sua dedizione e la sua capacità di darsi completamente e senza risparmiarsi per ciò in cui crede. L’immagine del suo arresto che ci è arrivata dice tutto: come a Genova nel 2001, Stefania è stata ancora capace di affrontare con un sorriso la disumanità, la prevaricazione, il sopruso.
Stefania è libera, aspettiamo di sapere a che condizioni e di conoscere il suo effettivo stato di salute. Il nostro appoggio e la nostra vicinanza al popolo palestinese, che continua a subire la brutale occupazione israeliana, rimangono immutati.

COBAS – Confederazione dei Comitati di Base

Pisa, 16 gennaio 2023