Tenetevi liberз, sant’Ermete vi aspetta!

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 Venerdì 29 luglio la Regione Toscana verrà a Sant’Ermete (qui l’evento Facebook). Ci saranno anche i rappresentati del Comune di Pisa e di Apes.

Sono passati 13 anni da quando le amministrazioni regionali, locali e governative progettarono la rigenerazione urbana delle case erp di sant’ermete. 370 nuovi alloggi comunali da costruire al posto delle vecchie abitazioni tirate su dalle macerie del dopoguerra. In questo tempo il quartiere è stato rovinato, e del progetto originario rimangono soltanto scheletri di immobili non terminati, danni economici, sociali e ambientali per le famiglie residenti, e una marea di soldi pubblici sprecati in appalti al ribasso mai terminati.
Ma questo tempo è stato anche quello della rinascita di una comunità: che studia, si impegna, progetta e lotta per avere dignità e giustizia abitativa. Questa primavera il consiglio comunale di Pisa ha rifiutato l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui danni provocati dalla mala-gestione di Apes ai residenti del quartieri ed alle finanze pubbliche. L’Apes ha sempre respinto le legittime rivendicazioni di annullamento dei debiti e delle morosità maturate per affitti ingiusti in case fatiscenti. I 39 alloggi appena assegnati già cadono a pezzi e i 33 in costruzione sono rimasti in stato di ammaloramento con un contenzioso tra Apes e ditta in appalto di milioni di euro.
Nel frattempo decine e decine di alloggi popolari nel quartiere sono stati abbandonati, non più sottoposti a progetti di riqualificazione e non assegnabili tramite graduatorie. E Pisa è appena diventata la capitale degli sfratti per morosità incolpevole con il più alto numero di interventi con la forza pubblica per sbattere le persone in strada. E’ la città dove l’emergenza abitativa imperversa cronicamente colpendo giovani, studenti e studentesse, famiglie e lavoratori impoveriti.
Perciò Sant’Ermete deve rinascere. Sant’ermete deve rivivere. Sant’ermete deve avere giustizia abitativa.
In questi anni siamo diventati centro di ascolto per tutti coloro che hanno voluto reagire alla crisi economica, sociale, culturale e sanitaria. La collaborazione tra cittadini “di serie zeta”, e la capacità di rendere preziose ed importanti proprio le persone più in difficoltà, sono il tratto distintivo della comunità che si è creata. Se anziani, bambini, donne, malati, sfrattati, morosi, invalidi e depressi sono le categorie che vengono considerate come un peso per questo sistema, in Sant’Ermete sono il valore aggiunto. E questa non è propaganda o marketing ma il semplice risultato di uno stare insieme fatto di conflitti, discussioni e di una visione comunitaria della società. Questa capacità è stata riconosciuta da una moltitudine di soggetti che con noi hanno fatto pezzi di strada importanti. Anche i nostri avversari lo hanno dovuto apprendere e riconoscere, coloro che siedono dall’altro lato delle scrivanie e dei tavoli dove tante volte siamo andati a rivendicare il diritto all’esistenza.
Siamo quelli che impediscono che chi ha il diabete ma non ce la fa a pagare la bolletta della luce rimanga senza l’elettricità necessaria a conservare i farmaci in frigo.
Che la mattina si trovano in piazza alle 7 per partire a difendere le abitazioni di chi è sotto sfratto.
Che quando il sistema sanitario ti lascia a piedi, ti caricano i macchina per rivendicare che quella visita va fatta subito. Che quando il contro-soffitto dell’abitazione ti cade in testa, si piazzano in Comune per avere risposte. Che studiano insieme agli avvocati le leggi da far applicare all’ente gestore delle case popolari che ti minaccia se non paghi l’affitto, rispondendo che il contratto prevede che l’abitazione deve essere salubre sicura e dignitosa e che siccome loro hanno sempre risparmiato sulla manutenzione, noi possiamo risparmiare sull’affitto.
C’è questo dietro le rivendicazioni dello sciopero dell’affitto per ottenere le manutenzioni; dietro le iniziative di solidarietà con le raccolte la distribuzione gratuite alimentari e di abiti, scarpe, giochi. Dietro le formazioni di base e gli accompagnamenti per conoscere i propri diritti nella giungla del welfare dell’assistenza sociale e del mondo del lavoro sottopagato. Ci sono i legami con le scuole, i centri anziani, i circoli, per non lasciare mai nessuno da solo di fronte alla catastrofe della povertà.
La Regione che incontra Sant’Ermete è per noi la chiusura di un cerchio. Dodici anni fa vennero a inaugurare un progetto. Con lo champagne. Cinque anni fa andammo noi a Firenze, a chiedere conto di rallentamenti, di problemi, di tagli ai finanziamenti. Nonostante la prepotenza delle forze dell’ordine riuscimmo a entrare e a farci sentire. Furono così stanziati 3.5 milioni di euro per completare due palazzi. Che oggi non sono ancora finiti.
Ora, il prossimo venerdì, verranno a trovarci i nuovi rappresentanti della Regione .Assieme a Comune ed Apes. Perchè Sant’Ermete oramai è diventato un caso, uno scandalo, una grana. Così l’hanno descritta quando hanno nominato il nuovo amministratore delegato di Apes. Ma per noi è anche una possibilità. O un quartiere sventrato, o un quartiere che rinasce. Tocca a noi, e a voi, ancora una volta.
Quest’incontro può definire il futuro del nostro quartiere. I finanziamenti, i progetti, le promesse se saranno altre bugie oppure se saranno conquiste. Se saranno risposte insieme al quartiere o provocazioni contro il quartiere.
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