Continua la lotta abitativa a Pisa

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Il caldo non ferma gli sfratti, anzi l’emergenza abitativa a Pisa continua a crescere. La Piattaforma Soluzioni Abitative ha difeso due sfratti la settimana appena trascorsa, il 19 e 20 luglio, e oggi ha accompagnato una famiglia al servizio sociale. Riportiamo di seguito le prese di parola della Piattaforma

19 luglio

Stamattina un altro sfratto è stato difeso da tanti e tante nel quartiere di Cisanello, Pisa. Nonostante ufficiale giudiziario e forze dell’ordine il prossimo accesso è stato fissato al prossimo 4 ottobre! Continuiamo la lotta per avere dei contratti giusti e in alloggi adeguati. A Pisa, secondo gli ultimi dati gli sfratti sono incrementati del 600% nell’ultimo anno, percentuale più alta d’Italia.
E di questi giorni il tentativo di fermare le lotte sociali con inquietanti e ridicoli teoremi giudiziari. A Torino e a Piacenza le procure fantasticano di associazioni a delinquere nei confronti di tutti coloro che si battono per migliori condizioni di vita, di lavoro e per la salvaguardia dei territori dagli interessi capitalistici contro i bisogni della maggioranza della popolazione.

La lotta non si arresta!

20 luglio

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Stamattina un ennesimo tentativo di sfratto si è svolto nel centro di Pisa. Eravamo lì, accanto e con Barbara, per difendere il suo diritto ad una casa.

Nei mesi, al suo fianco, ci siamo scontratə con una proprietà violenta e transfobica, che ha esercitato vessazioni, ricatti e minacce nel tentativo di buttarla fuori di casa. Barbara ha resistito a tutto questo insieme a Non una di Meno Pisa e alla Piattaforma Soluzioni Abitative, intraprendendo un percorso che l’ha condotta all’assegnazione di un alloggio in emergenza abitativa.
Barbara ha finalmente una casa in cui traslocare. Ma neanche la sicurezza del rilascio, da qui a poco, dell’immobile in cui ha vissuto in questi anni, ha fermato la prepotenza dei padroni di casa che, attraverso un ufficiale giudiziario piegato agli interessi della proprietà privata, cercano di rinviare lo sfratto di una settimana soltanto: una settimana per avere le chiavi della nuova casa, poterla visionare e valutare eventuali interventi da apportare, fare i contratti per le utenze e portarci tutte le sue cose!
Con una convinta e inamovibile opposizione a questa inaccettabile eventualità siamo riuscitə a far posticipare la data, garantendo a Barbara tempi consoni e umani per fare il suo trasloco.

Una vittoria, quella di oggi, che riaffermando il nostro “case per tuttə” rivendica pari dignità e uguaglianza di diritti, a prescindere dal colore della nostra pelle, dalla lingua che parliamo e dalla nostra identità di genere.
Perchè mentre loro sottolineano le nostre differenze, tentando di separarci e isolarci, noi le facciamo diventare elemento di forza contro un sistema che ci lancia addosso, quotidianamente, la propria violenza razzista, misogina, omofoba e transfobica. Perché abbiamo scoperto che nella lotta non si è mai solə.
Basta sfratti. Case e diritti per tuttə

26 luglio

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“SERVONO LE CASE, SUBITO!”
Famiglia a rischio sfratto protesta ai servizi sociali, ma il comune aumenta solo del 5 per cento le case da assegnare in emergenza abitativa. Stamattina con F. e M., insieme ai loro due bambini, siamo stati agli uffici di via Saragat della Società della Salute. È da mesi che questa famiglia chiede di essere valutata dalla Commissione emergenza abitativa per ottenere un alloggio.
Il contratto di affitto privato è scaduto, ed il proprietario è anche il datore di lavoro di F., e rivuole subito la casa. La famigli è dal 2019 che e’ in graduatoria per l’alloggio di utilizzo autorizzato comunale, ma nonostante il punteggio favorevole non le è stato mai assegnato l’alloggio poiché il Comune non ha a disposizione, dicono, una casa delle dimensioni giuste.

Dal 17 giugno 2022 è uscito il Nuovo bando di emergenza abitativa e la Famiglia si è vista cancellare dalla Vecchia graduatoria. Nel frattempo aumentano le tensione col proprietario di casa che rischia di esercitare ritorsioni anche sul posto di lavoro che è a tempo determinato. Tutto questo perché comune, apes e societa della salute in tutti questi anni non hanno mai utilizzato i soldi pubblici per sistemare più di duecento case popolari inutilizzate. Adesso con la ripresa degli sfratti la pressione è diventata fortissima!
Qualche giorno fa il Comune di pisa ha deliberato l’aumento della quota degli alloggi da destinare per emergenza abitativa sul patrimonio disponibile di risulta, del 5 per cento, sottraendolo alla Quota per la mobilità interna di chi già vive delle case popolari.
Questi sono dei trucchi che non cambiano la situazione: serve un blocco della forza pubblica agli sfratti, servono immediatamente dei lavori straordinari per rendere disponibili i 200 alloggi pubblici, servono dei servizi pubblici in connessione con le esigenze degli inquilini!

Per questo stamani ci siamo fatti sentire per ottenere delle risposte abitative! Adesso è Il comune che deve dare delle risposte. Nonostante l’estate, la lotta per l’abitare non si ferma!

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