Ancora presidi contro Buscemi, ma l’assessore resta in carica

donne rosse

E’ bastato veramente poco per veder traballare questa nuova amministrazione a guida leghista; siamo solo al secondo consiglio comunale e già Conti ha deciso di utilizzare le stesse modalità di Filippeschi e del PD, blindando la seduta del consiglio ed impedendo ai cittadini di assistere; ovviamente il timore è che si ripetessero le accese contestazioni della volta scorsa.

Contestazioni indirizzate principalmente a Buscemi, lo stalker misogino nominato assessore alla cultura. Contro di lui un nuovo presidio in cui le donne hanno scelto di manifestare con un nuovo presidio sotto al Comune, in silenzio, armate di cartelli e vestite di rosso, colore che simboleggia la lotta contro la violenza di genere.

Nel palazzo intanto veniva discussa la mozione di sfiducia a Buscemi; votazione con esito abbastanza scontato, tutte le forze di maggioranza hanno votato contro, salvando quindi la poltrona di Buscemi. Ma nonostante questo la figuraccia è ormai irrimediabile: le mobilitazioni contro questo personaggio hanno avuto risalto in tutta Italia, oltre 42.000 firme raccolte, tanto da spingere anche esponenti nazionali della destra a prendere parola. L’ex ministra Carfagna (Forza Italia) e la ministra Buongiorno (Lega) hanno contattato nei giorni scorsi il sindaco Conti chiedendo di fare un passo indietro su una nomina così controversa.

Il consiglio comunale ha scelto di mantenere Buscemi. Dopo il voto i consiglieri sono fuggiti dal retro per evitare contestazioni, ma le donne e gli uomini che si sono mobilitati in queste settimane hanno gridato a gran voce che non finisce qui; c’è una grossa parte di città che non intende tollerare un violento e misogino come assessore e continuerà a mobilitarsi.