Blitz degli universitari contro il nuovo ISEE al Residence le Benedettine

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A distanza di un anno e un giorno gli studenti universitari sono tornati ad occupare il Residence universitario de Le Benedettine sul Lungarno Mediceo Sonnino. La struttura, acquisita dall’ateneo per svariati milioni dall’immobiliarista Madonna per adibirla a foresteria di lusso per docenti stranieri o per studenti in viaggio di studio è al centro di uno scandalo annunciato: è stato scoperto che la cooperativa che gestisce la struttura ad un affitto irrisorio, utilizza l’ex convento come un comune albergo, autorizzando addirittura le prenotazioni on line.

Un anno fa la struttura venne occupata per denunciare l’emergenza abitativa in cui versano migliaia di studenti in città, costretti a pagare affitti esorbitanti. Dopo un anno la situazione si è aggravata per via del nuovo calcolo ISEE che ha determinato l’espulsione di centinaia di studenti dalle residenze universitarie del DSU nonostante avessero conseguito i requisiti di merito e il proprio reddito non si fosse innalzato. Così oggi, a partire dall‘affollatissima assemblea d’ateneo di ieri che ha messo al centro del dibattito questo tema, il percorso di lotta contro il nuovo isee ha attaccato il residence rivendicando il diritto a beneficiare degli alloggi de Le benedettine come studenti colpiti dal nuovo calcolo ISEE ed espulsi dalle residenze del DSU.

Un breve corteo di 50 studenti si è spostato da mensa centrale fino a raggiungere le Benedettine ed entrando nel grande giardino della struttura. Nel frattempo il titolare delle cooperativa Ballarò sprangava tutti gli ingressi sequestrando di fatto gli ospiti paganti dell’albergo. La protesta è proseguita per circa un’ora rilanciando ulteriori momenti di mobilitazione, come il consiglio regionale della Toscana che si terrà il 23 a Firenze e che si dovrà esprimere sugli effetti del nuovo calcolo. Nella giornata di oggi gli studenti fiorentini, dopo aver contestato l’inaugurazione di una nuova residenza universitaria mentre centinaia di aventi diritto alle borse di studio sono stati esclusi, hanno ottenuto per i perdenti borsa la proroga fino al 30 per la permanenza negli alloggi.

Dopo la grande assemblea di ieri e l’occupazione del polo in dismissione dell’ex Gea, il percorso di mobilitazione contro il nuovo ISEE si arricchisce di altri elementi che, grazie alla capacità di attaccare contraddizioni reali e responsabilità specifiche anche attraverso le occupazioni, mette in luce nuovi scandali e assetti di potere. Il magazzino di libri invenduti e lasciati a marcire ospitato all’ex Gea veniva infatti utilizzato dalla Pisa University Press, altra società erede della PLUS, che venne creata ad arte per far fallire l’ex Servizio Editoria Universitaria. Guarda caso il revisore dei conti della Pisa University Press è il nipote dell’immobiliarista Madonna, lo stesso interessato a rilevare l’ex Gea, lo stesso che vendette una porzione del ex convento all’università per la costruzione del residence e lo stesso che dovrebbe vendere all’ateneo anche l’altra porzione del convento per ampliare il residence. Una semplice casualità?