Vergogna a Cascina, rischia lo sfratto dall’affittacamere

rosetta

Non accenna a finire l’odissea di Maria Rosa, 65 anni che da mesi vive in affittacamere in condizioni di estrema precarietà. La casa a Titignano, nel comune di Cascina, in cui ha vissuto per oltre 20 anni, pagando lauti affitti ai proprietari, non si reggeva letteralmente in piedi, tanto che ad aprile i vigili del fuoco ne hanno decretato l’inagibilità. A nulla è falsa la sua situazione di sfollata; le graduatorie, sia per la casa popolare che di emergenza, risultano bloccate, e le istituzioni continuano ad essere latitanti.

Dopo mesi di rinvii, in una situazione sempre più insopportabile, a Maria Rosa è stato dato l’ultimatum: entro il 31 ottobre dovrebbe lasciare l’affittacamere, Comune e servizi non intendono più pagare per la sua situazione. Nel pomeriggio di ieri, accompagnata da un gruppo di solidali, Maria Rosa ha deciso di protestare al Comune di Cascina, riuscendo infine a farsi ricevere dall’assessora al sociale Settesoldi e dell’ex sindaca Ceccardi. Dopo aver accampato una serie di maldestre scuse e giustificazioni, pare che il Comune si sia impegnato perlomeno per prorogare l’imminente scadenza.

Ma ancora non è abbastanza, la soluzione deve essere definitiva e dignitosa!

Di seguito il comunicato diffuso ieri: 

NON LASCIAMO SOLA MARIA ROSA!

Oggi siamo al Comune di Cascina per evitare che Maria Rosa subisca l’ennesimo sopruso da parte dell’amministrazione Casa e Sociale del Comune di Cascina.
Rosa ha vissuto per 20 anni in una casa in affitto a Titignano di proprietà di una società immobiliare. Questa casa non è mai stata messa in sicurezza dalla proprietà, che non ha mai svolto i necessari lavori di manutenzione straordinaria. Rosa ha sempre pagato l’affitto senza in cambio ricevere il minimo servizio.
Nel frattempo ha chiesto una casa popolare al Comune di Cascina e a quello di Pisa, ricevendo un punteggio utile ma “le case non ci sono”, le è sempre stato risposto. A causa di pignoramenti del quinto dello stipendio dovuti a debiti contratti dall’ex marito, Rosa ha chiesto di poter essere aiutata dal servizio sociale di Navacchio e di Cascina a trovare un alloggio di emergenza. Dal 2017 ha portato tutta la documentazione riguardo i pericoli di vivere nell’alloggio insicuro di Titignano, chiedendo un alloggio di emergenza. Gli assistenti sociali hanno richiesto al Comune un alloggio popolare, ma la commissione emergenza abitativa ha sempre risposto “che non c’erano case”.
Ad aprile 2019 la casa di Titignano viene messe sotto sequestro dai Vigili del Fuoco e viene dichiarata inagibile. Rosetta è costretta a prendere le proprie valigie dopo venticinque anni di vita in quell’alloggio e uscire in fretta e furia. In un primo momento il Comune di Cascina dichiara che non può aiutare a trovare una sistemazione di emergenza per Maria Rosa, poiché il suo Isee è troppo alto! Immediatamente Maria Rosa insieme ad alcuni familiari ed amici si oppone a questa decisione, rimanendo in attesa di una soluzione. Il comune di Cascina delega alla Società della Salute la ricerca di un affittacamere dove ospitare Maria Rosa. Viene individuato il BnB Cindy a Navacchio.
Rosetta da quel momento chiede di poter entrare in uno dei tanti alloggi vuoti in emergenza abitativa.
Da gennaio 2019 infatti ha partecipato al bando di “utilizzo autorizzato” per l’emergenza abitativa, nel comune di Pisa, dove Lei lavora.
Ripetutamente nel corso di questi mesi Maria Rosa viene obbligata a spostarsi da una camera del BnB ad un’altra situata in mansarda. Inoltre, nonostante fosse presente, non è mai stato possibile per Maria ROSA prepararsi i pasti.
In questi mesi l’ufficio casa del Comune di Pisa ha fatto uscire la graduatoria del bando in cui Rosa è ammessa. Ma nessuna comunicazione è stata fatta a Rosetta su quando potrà entrare in un alloggio di emergenza abitativa.
A settembre 2019 il comune di Cascina, tramite il suo Ufficio Sociale, invia a Maria Rosa una comunicazione che prevede il suo “allontanamento” dal BnB e la sua di fatto espulsione dal sistema di assistenza sociale. Motivazione? Il suo ISEE sarebbe troppo alto. Rosa risponde che l’Isee è frutto di una misera busta paga di 1200 euro sul quale sono prelevati da anni due quinti dello stipendio per debiti. E che da luglio 2019 è attiva una cartella esattoriale di Equitalia dal valore di 80 mila euro. Questa situazione debitoria non viene conteggiata nel calcolo ISEE. E soprattutto l’Isee di Rosa è sempre stato lo stesso, cioè non è variato da aprile ad oggi. Quindi non si capisce perché ad aprile la situazione di Rosetta è stata valutata tenendo di conto dell’Isee ma anche di tutta la documentazione complessiva che accerta l’impossibilità per Rosetta di trovare una sistemazione sul libero mercato, e invece ad ottobre 2019 le venga comunicato che NON E’ PIU’ VALUTABILE dall’assistenza sociale!
Il giorno giovedì 31 ottobre secondo il nuovo funzionario dell’Ufficio del Sociale Francesco Giorgione, Rosetta dovrebbe andare in mezzo alla strada. Dopo 6 mesi di soldi pubblici utilizzati per pagare un BnB privato, invece di concertare con il Comune di Pisa un passaggio nella futura assegnazione di emergenza abitativa, viene detto a Rosa: FUORI!
Questa comunicazione è scandalosa, per questo chiediamo al Sindaco Dario Rollo di intervenire immediatamente; chiediamo al funzionario Giorgione di ascoltare e prendere in considerazione i problemi delle famiglie cascinesi e di non trincerarsi male dietro schemi burocratici utilizzati strumentalmente per escludere Rosetta dall’assistenza sociale.
Rosetta lavora da quando ha 15 anni ed oggi ne ha 65. Ha sempre pagato le tasse e la sua misera busta paga non le permette di prendere un nuovo affitto privato. Ha fatto tutte le domande e tutti i percorsi di assistenza sociale. Non permetteremo che le venga dato un calcio nel sedere nel momento del bisogno!

Amici e familiari di Rosetta