Bloccato un treno carico di mezzi militari e armi alla stazione di Pisa. Il Movimento No Base interrompe i trasporti della guerra.

Giovedì 12 marzo, intorno alle ore 18.30, un treno con 32 vagoni carichi di mezzi militari e materiali esplosivi arriva alla Stazione di Pisa centrale. Proveniente da Piombino e diretto verso Palmanova (Udine), il pericoloso convoglio raggiunge Pisa per proseguire attraversando mezza Italia, ma qui l’ingranaggio si inceppa. In pieno orario di rientro dei pendolari, in una stazione affollata, la fila interminabile di vagoni merce potenzialmente mortali si ferma, per non ripartire più se non sei ore dopo destinato a ritornare sui suoi passi, grazie alla pronta mobilitazione del Movimento No Base e dalle tante persone accorse per parteciparvi attivamente. Un blocco determinato e spontaneo che, per ore, ha riempito la stazione di cori e interventi contro la guerra, le basi, gli investimenti nella militarizzazione. Un’attivazione che è partita da un passa parola di città in città, di fermata in fermata e presidi e scioperi diffusi lungo tutta il percorso del treno in questione. A mezzanotte passata, la vista del treno che ritorna da dove è venuto, è accompagnata con esultanza e cori dalle centinaia di persone ancora presenti, nonostante la tarda ora. Dai molti interventi emerge la consapevolezza che ciò che è stato ottenuto giovedì non è che un piccolissimo segnale mentre l’escalation bellica è sempre più tangibile nelle vite di tutti e tutte, ma che comunque traccia un solco di possibilità importante, per la città di Pisa e per tutti i territori che vogliono organizzarsi per bloccare, sempre di più sempre meglio, i flussi della guerra.
Di seguito il comunicato del Movimento No Base.

Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. 

È quello che il movimento ha fatto ieri, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo. 

Un risultato che ricalca le straordinarie giornate al porto di Livorno e negli altri porti d’Italia e d’Europa dove i lavoratori e le lavoratrici hanno disertato, rifiutando di essere parte dell’ingranaggio della guerra e bloccando il traffico di armi. 

Ieri abbiamo dimostrato di nuovo con un blocco pacifico e determinato, che possiamo essere concretamente efficaci. Ieri sera abbiamo dato realtà al nostro desiderio di Pace: i nostri corpi hanno fermato il treno della morte. L’hanno fermato  la nostra unione e la consapevolezza di stare dalla parte giusta della storia, quella che rifiuta la logica della guerra ad ogni costo, il riarmo, l’utilizzo di ogni infrastruttura civile per scopi militari, la devastazione del nostro territorio per incentivare l’economia di guerra. 

Abbiamo dimostrato che con i giusti rapporti di forza possiamo trasformare l’impossibile in necessario. Unendo le capacità di lavoratori, comitati, movimenti, cittadini, possiamo essere un passo avanti a loro. Da Livorno a Pisa, da Collesalvetti a Pontedera, un intero territorio si è mobilitato in tanti modi per bloccare questo treno.

Ovunque  con coraggio e chiarezza dei nostri obiettivi, possiamo fermare le armi e intralciare la guerra. Possiamo rimandare indietro un treno carico di mezzi blindati. Possiamo fermare la costruzione della base militare nel parco di San Rossore a San Piero a Grado e a Pontedera. Possiamo essere sabbia nell’ingranaggio della guerra. 

A Pisa la guerra ieri non è passata, ma è solo un primo passo: sappiamo che il treno avrà preso altre rotte. Sappiamo che tanti altri passano senza che ne siamo a conoscenza. Vediamo le politiche di miseria che stanno portando miliardi alla guerra e non ai bisogni della società. 

Oggi più che mai dobbiamo prendere posizione: essere per la Pace significa essere partigiani e partigiane, resistere alla guerra mondiale, metterci in gioco ovunque e in molti modi per essere d’ostacolo alla guerra e dimostrare che il popolo non vuole farne parte. 

Ieri abbiamo respirato confitto e liberazione, una tappa che dà forza ed energia a tutto il movimento pacifista e contro la guerra del nostro Paese ma che abbiamo bisogno di rilanciare e continuare a organizzare. Per questo sarà importante esserci tutti e tutte alla nostra assemblea generale martedì 17, organizziamo insieme nuove iniziative  di diserzione, di disarmo, di blocco. Costruiamo la pace con la lotta.