Da Pisa solidarietà al movimento della logistica sotto attacco “gli scioperi non si arrestano!”

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“GLI SCIOPERI NON SI ARRESTANO”!
ANCHE DA PISA SOLIDARIETÀ E BLOCCHI AL MOVIMENTO DELLA LOGISTICA SOTTO ATTACCO DA POLITICA E PROCURA.
Il 19 luglio la procura arresta dirigenti, lavoratori e delegati dei sindacati di lotta Si cobas e Usb. Si procede per un teorema di associazione a Delinquere per coloro che sono ritenuti i promotori di centinaia di blocchi di camion picchetti e manifestazioni “allo scopo di assicurare un migliornanto delle condizioni di lavoro di quanto riferito dai CCNL di riferimento”. Quello che è sotto attacco è l’esercizio di un agire sindacale e sociale di lotta e non compromesso con i giganti della logistica.
Da quando la notizia si è diffusa, in decine di città italiane i sindacati conflittuali hanno immediatamente promosso scioperi e manifestazioni.
Nella nostra città dalle 23 di sera si è tenuto un blocco dei cancelli con sciopero notturno al polo di Lavoria di Bartolini, con decine di camion bloccati e rallentati.
Nel pomeriggio di fronte al comune, in piazza XX settembre, l’USB PISA ha manifestato con cartelli, striscioni e interventi ribadendo la legittimità del conflitto sociale.
L’operazione repressiva ha luogo a Piacenza, ma i risvolti e gli obiettivi sono a livello nazionale. La Provincia padana è uno degli epicentri del traffico e dello smistamento merci del paese a livello europeo, uno dei luoghi dove negli ultimi 15 anni c’è stato un vero cambiamento delle condizioni di lavoro nei magazzini. Da un sistema di caporalato tramite cooperative che letteralmente rubavano salario e diritti ai facchini, si è passati ad aumenti salariali e regolarizzazioni delle ore contrattuali e dei contributi, a ritmi di lavoro più bassi, a rivendicare potere decisionale sulle misure di sicurezza e sulla rappresentanza sindacale.
Tutto questo è avvenuto con gli scioperi, le lotte e le manifestazioni, con i picchetti e la determinazione a non farsi intimidire né dalle lobbie dei sindacato confederali, proni ai padroni della logistica e impegnati invano a dissuadere lavoratori e lavoratrici a lottare, né dai gruppi criminali che nel sistema degli appalti della logistica e dei trasporti del nord Italia hanno trovato una valida fonte di riciclaggio e investimento dei proventi illeciti.
Negli ultimi due anni, dalla pandemia in avanti, questo settore è stato investito di nuovi finanziamenti, infrastrutture, settori di merci (primo tra tutti quelli sanitario). Il modello Amazon progressivamente vede una concentrazione di potere degli imperi della logistica e necessità di una ridefinizione dei rapporti di forza interni all’organizzazione del lavoro. Questo si traduce in cambiamenti tecnologici per aumentare la produttività e in nuovi regolamenti tesi a mettere ai margini la popolazione operaia più combattiva.
Solo 20 giorni fa all’interno del varo di un decreto legge sulle misure attuative del PNRR, il governo ha favorito il consorzio padronale di ASSOLOGISTICA eliminando la garanzia che assicurava la responsabilità in solido dei committenti nei confronti delle aziende che no. adempivano i compiti retributivi nei confronti dei lavoratori.
Il corteo nazionale del 23 luglio a Piacenza è stato molto partecipato e la risposta immediata di solidarietà e vicinanza al movimento operaio della logistica dà la giusta fiducia per la costruzione di una opposizione sociale e alle politiche di guerra e di sfruttamento dei territori e delle persone.
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