DAXresiste: presentazione del corteo nazionale a Milano “Antifascismo è anticapitalismo”

Domenica 5 Febbraio al Newroz (via garibaldi, 72)  dibattito e apericena.
Dalle 18 verrà presentato il corteo nazionale “Antifascismo è Anticapitalismo” che si terrà sabato 18 Marzo a venti anni dall’omicidio fascista di DAX  ore 14.30 Piazzale Loreto – Milano.
Uno degli obiettivi è la costruzione di uno spezzone per il diritto all’abitare nel corteo nazionale.
“Il ricordo di Dax si deve intrecciare, oltre che con l’antifascismo, con le lotte sociali di cui lui stesso è stato protagonista, con uno sguardo alle istanze più attuali, come le vertenze ambientali, climatiche e le mobilitazioni studentesche, per coltivare una memoria che sappia guardare al futuro.
La lotta per la casa non è una battaglia di retroguardia ma è oggi più che mai una lotta per cambiare modello sociale ed economico; è una lotta di classe intesa come possibilità di riscatto collettivo contro lo stesso sistema capitalista che produce miseria e sfruttamento. Al di là delle battaglie contingenti, la sfida di questa lotta, legata a doppio filo con la trasformazione rivoluzionaria della società, non si può risolvere in un solo territorio, ma deve essere affrontata unendo le forze e le esperienze che attraversano i diversi movimenti, per poter incidere in modo efficace sul piano dei rapporti di forza.”

Di seguito il documento politico di lancio:
“Questo documento è frutto di un confronto collettivo tra realtà di lotta della metropoli milanese. Un percorso di condivisione e analisi che nasce all’interno dell’organizzazione del ventesimo anniversario di Dax.
Perché la memoria diventi occasione per leggere il presente e strutturare le lotte future.

DAX: DA VENT’ANNI LE NOSTRE RADICI, PER SEMPRE LA NOSTRA STELLA
Davide “Dax” Cesare era un ribelle, un antifascista militante, un proletario, lavoratore e padre. Passava le giornate guidando un camion per portare a casa lo stipendio e mantenere una figlia piccola. La sua personalità era contraddistinta dalla passione per gli sport da combattimento, dalla spavalderia di un giovane ventiseienne e da una profonda generosità. Era sempre in prima linea contro le ingiustizie di questa società: da antifascista militante lottava con entusiasmo a difesa delle occupazioni nei quartieri popolari.
Sono passati 20 anni da quando tre infami neofascisti lo hanno ucciso, strappandolo alla sua famiglia e ai suoi amic* e compagn*.
Il suo ricordo rimane indelebilmente impresso nei cuori di chi l’ha conosciuto e amato. La sua più grande eredità è quell’istinto a ribellarsi e continuare a lottare.
16 MARZO 2003: LA NOTTE NERA
Via Brioschi e il San Paolo
Nel 2003 il Ticinese è un quartiere che, nonostante le forti trasformazioni speculative, mantiene una storica identità antagonista.
Vi hanno sede spazi come Cox18, la libreria Calusca, il Circolo anarchico dei Malfattori, il Comitato Casa e Territorio, le case occupate di via Gola, Torricelli e Lagrange. In tempi più recenti si sono radicate nuove realtà, come la R.A.S.H. Milano e l’O.R.So. (Officina della Resistenza Sociale), uno spazio occupato in via Gola 16 in cui si organizzano il collettivo A.R.E.A. (Autorganizzazione Resistenza E Antifascismo), il Comitato di Lotta per la
Casa e le compagne delle Autsisters.
Il 16 marzo, come ogni domenica sera, Dax e i suoi amici escono insieme per le strade del quartiere: la serata si conclude al Tipota di via Brioschi, uno dei locali frequentati da skins, punx e compagn*.
Verso le 23 tre neofascisti, padre e due figli, arrivano fuori dal locale armati di coltelli. Dax si mette davanti, li affronta, non scappa. Riceve dieci coltellate: colpito immediatamente alla gola e in altri punti vitali, cade al suolo in una pozza di sangue. Vicino a lui c’è Alex, accoltellato alla schiena, che rimane a terra e sarà poi operato d’urgenza ai polmoni. Un terzo compagno, Fabio, è ferito. Tutto si svolge in pochi secondi e, dopo
aver colpito vigliaccamente, i tre aggressori si dileguano.
Sul posto sopraggiungono subito diverse auto di polizia e carabinieri. Le strette strade tra via Brioschi e via Zamenhof sono ostruite dalla presenza delle macchine delle forze dell’ordine, causando il significativo ritardo delle ambulanze bloccate a distanza nel traffico. Contemporaneamente diversi compagn* e amic* arrivano sul posto, trovando uno scenario di sangue e concitazione. Dopo la partenza delle ambulanze arriva una camionetta della celere, scende il reparto in assetto antisommossa, si avvicina ai presenti che li respingono con grida e insulti.
Al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, già presidiato da polizia e carabinieri, una ventina di compagn* aspettano notizie. Quando il medico comunica loro la morte di Dax esplodono rabbia, dolore e disperazione.
Nel frattempo si moltiplica, dentro e fuori dall’ospedale, la presenza di forze dell’ordine. La tensione è altissima. Gli sbirri iniziano subito a provocare, insultando Dax (“uno di meno”) e i compagn* presenti. È scontro. Nessuno ha intenzione di subire passivamente le provocazioni.
I reparti antisommossa, già schierati da tempo, percorrono rapidamente il vialetto che porta all’ingresso del pronto soccorso e si scatenano brutali cariche dentro e fuori la struttura. Sono lunghi minuti di pura violenza poliziesca durante i quali gli agenti con manganelli, calci, pugni e mazze da baseball si accaniscono sui compagn* spaccando teste, nasi, denti, braccia, picchiandoli, immobilizzandoli a terra e ammanettandoli sanguinanti. Mentre il pronto soccorso viene occupato e chiuso dalle forze dell’ordine, medici e infermieri si mobilitano per soccorrere i feriti.
La responsabilità di questa mattanza non è da ricercare negli eccessi dei singoli agenti, ma risiede nella catena di comando dei reparti presenti. L’obiettivo dell’operazione è chiaro: reprimere preventivamente le possibili risposte militanti all’omicidio fascista…”
Leggi il testo completo: DOCUMENTO_POLITICO.pdf