Il Movimento no Base in presidio a Firenze rilancia la mobilitazione

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Oggi, 4 maggio, oltre 200 persone hanno partecipato al presidio chiamato dal Movimento no Base – né a Coltano né altrove-  davanti alla Caserma Baldissera a Firenze. Dopo giorni di informazioni poco chiare e voluta mancata trasparenza, rinchiusi dentro una caserma, rappresentanti del Governo, dell’ Arma dei Carabinieri, della Regione, del Comune e della Provincia di Pisa, si sono incontrati per prendere nuove decisioni in merito al progetto della nuova base militare a Coltano. Residenti, attiviste e attivisti, solidali contrari alla Base hanno fatto sentire la loro presenza alle Istituzioni, con cori striscioni e interventi, rilanciando pubblicamente una mobilitazione ampia e partecipata verso un corteo nazionale previsto per il  2 giugno.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa presentato dal Movimento nel corso del presidio di questa mattina.

Il movimento No Base: “190 milioni di euro per sostenere scuola e sanità, non per nuove basi militari”
[Firenze, 4 maggio 2022] Oltre 200 persone si sono radunate davanti alla Caserma Baldissera di Firenze in occasione dell’incontro al vertice tra Ministero della Difesa, Regione Toscana, il Comune di Pisa, l’Ente Parco Provincia di Pisa e Arma dei Carabinieri convocato sulla realizzazione del progetto di base militare nella zona protetta di San Rossore, contro il quale è insorto un intero territorio. Un movimento spontaneo di convergenza che ha visto i prima fila gli abitanti di Coltano, affiancati da realtà della società civile pisana e fiorentina su una parola d’ordine chiara: “No alla base né a Coltano né altrove”. Tutti gli interventi hanno richiesto l’immediato ritiro del decreto Draghi e l’utilizzo dei 190 milioni di euro previsti tramite le procedure di semplifcazione del PNRR per dare una risposta alle vere priorità sociali della nostra regione: lavoro, tutela del territorio, contrasto alla violenza di genere, emergenza abitativa, scuola e sanità. Priorità che richiedono urgentemente investimenti cospicui, considerati gli impatti sociali ed economici della pandemia e la questione del dissesto idrogeologico aggravato dal cambiamento climatico.
Mentre i rappresentanti dei Governi locali e nazionali si chiudono ancora in una stanza all’interno di una caserma, il movimento rilancia una mobilitazione pubblica e partecipata verso una grande manifestazione nazionale il 2 giugno che metta in rete le lotte, le vertenze su questioni prioritarie come la pace, la tutela ambientale e dei diritti sociali e del lavoro.

Movimento No Base – né a Coltano né altrove
Per contatti stampa: 3496766540

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