La libertà non si diffida: nasce il comitato contro i Daspo di piazza

Nella serata di ieri al circolo Pisanello di Riglione, in una sala gremita, il Comitato “No Daspo di piazza” si è presentato alla città. L’obiettivo del comitato è quello di far ritirare i provvedimenti di diffida che hanno colpito sei persone, colpevoli di aver partecipato alla manifestazione del 14 novembre a Pisa, contro la Lega Nord.

Durante l’iniziativa sono stati particolarmente approfonditi i risvolti legali della vicenda. La legge del 2014 che ha istituito il Daspo di piazza, è andata a estendere le cosiddette misure preventive; si tratta di provvedimenti (come ad esempio il daspo standard) che, almeno in teoria, non hanno l’obiettivo di “punire” per qualcosa che si è commesso, ma di “prevenire” eventuali crimini futuri. E’ chiaro che si tratta di misure al limite dell’incostituzionalità, poiché limitano la libertà di alcune persone secondo una presunta “pericolosità sociale” definita con grande discrezionalità. Il Daspo, ad esempio, è una misura amministrativa, per la quale non serve l’intervento di un giudice ma basta il parere della Questura.

Le misure di prevenzione dovrebbero essere usate in maniera minima, mentre le questure ne fanno un largo utilizzo; il loro reale significato da “preventivo” diviene quindi “punitivo”. Con il Daspo di piazza si assiste ad un ulteriore salto di qualità, poiché adesso queste misure potranno essere utilizzate senza alcun nesso logico: per eventi estranei allo stadio si notificano provvedimenti legati allo sport. Un nuovo strumento, dunque, che ha il sapore della rappresaglia: alle persone “scomode”, senza alcun processo, la Questura potrà adoperare una significativa limitazione della libertà.

E’ per questo che il Daspo di piazza non riguarda solo i sei diffidati, né soltanto gli ultras e i tifosi; è invece una necessità estendere la battaglia contro questo vergognoso dispositivo a tutta la città.

La prima iniziativa lanciata dal comitato è una raccolta firme, per cui saranno organizzati banchini in tutta la città, per testimoniare il diffuso segno verso questi provvedimenti. Sarà possibile anche firmare on-line (tramite il blog nodaspodipiazza.wordpress.com ). Nei prossimi giorni, invece, saranno organizzati eventi di autofinanziamento per i ricorsi. La battaglia contro i Daspo di piazza è appena cominciata.

“…se oggi si limita la libertà di frequentare eventi sportivi a seguito di un corteo che niente aveva a che fare con il calcio, domani potrebbe essere per uno sciopero, un’occupazione studentesca, un picchetto contro gli sfratti, o per qualsiasi atto considerato come turbativo dell’ordine pubblico da parte della questura…”