Pisa sta con chi lotta, Pisa sta con la Palestina! Le voci della città dalla giornata di venerdì

Dopo la grande giornata di lotta e mobilitazione per la Palestina e contro le violenza della polizia di venerdì scorso, c’è stata una grande attivazione nella città di Pisa, trasversale e unita da un sentimento di rifiuto verso l’autoritarismo statale nei confronti dell’esigenza di giustizia e libertà, racchiusa nel movimento di solidarietà verso il popolo palestinese. Docenti, genitori, tifoseria della curva del Pisa, maestr, student, abitanti e cittadin solidali hanno alzato un grido di ribellione e rabbia per la libertà di lottare, avere una voce, cambiare le cose, di fronte a uno Stato che in molti modi cerca quotidianamente e violentemente di imporre la propria autorità, perché nulla possa cambiare. La democrazia è nella società, nelle persone che ne vivono i problemi e che vogliono un cambiamento reale. Riportiamo di seguito alcuni comunicati che esprimono tutto questo e dimostrano ancora una volta il senso di giustizia delle persone di fronte a chi si batte contro un genocidio e per la libertà della Palestina.

COMUNICATO DEI GENITORI “LICEO ARTISTICO RUSSOLI”

I genitori del Liceo Artistico Russoli esprimono sconcerto per i gravi fatti svoltisi ieri, 23 febbraio, proprio davanti all’ingresso della scuola e condannano con fermezza la violenta aggressione subita da parte delle forze dell’ordine da alunne ed alunni, per la gran parte minorenni, che manifestavano pacificamente.

Ieri è stata una giornata terribile. Ieri abbiamo dovuto guardare immagini devastanti in cui i nostri figli e le nostre figlie venivano picchiati con ferocia. Ieri abbiamo dovuto rispondere alle loro domande. Abbiamo sempre insegnato loro che in uno stato democratico potevano manifestare per quello in cui credono. Ieri abbiamo verificato con sgomento che questo principio basilare della democrazia veniva minato dalle stesse forze dell’ordine che avrebbero dovuto tutelarlo. Polizia in tenuta antisommossa che ha infierito su ragazzi e ragazze inermi. Ieri abbiamo manifestato con i nostri figli e le nostre figlie davanti alla Prefettura e in Piazza dei Cavalieri insieme a migliaia di persone che facevano sentire la voce chiara e la vicinanza immediata della città.

Oggi le scuole di Pisa si stanno coordinando per rispondere compatte affinché i principi democratici siano sempre al centro di ogni azione e per evitare che fatti di questo genere possano ripetersi.

Oggi chiediamo risposte e provvedimenti nei confronti dei responsabili.

COMUNICATO DELL DOCENTI DEL LICEO ARTISTICO “RUSSOLI” DI PISA

Oggi, 23 febbraio 2024, noi docenti e personale scolastico del Liceo Artistico “Russoli” di Pisa abbiamo assistito a un atto di tale gravità da ritenere impossibile non manifestare il nostro totale e netto dissenso per come è stato gestito in città l’ordine pubblico.
Di fronte alla sede della nostra scuola, verso le 9:30 circa di questa mattina, sfilava un corteo pacifico di manifestanti per il cessate il fuoco in Palestina. Nel corteo erano presenti molti studenti delle scuole superiori di Pisa e del nostro Liceo in particolare, nonché alcuni docenti dello stesso. Il corteo è stato bloccato proprio davanti al palazzo del Liceo artistico e su entrambe le possibili vie di fuga: all’imbocco di Piazza dei Cavalieri e all’altezza di Piazza Dante e su via Tavoleria. Il gruppo di agenti in assetto antisommossa posizionato sull’imbocco di Piazza dei Cavalieri ha caricato con manganelli e inaudita violenza i manifestanti delle prime linee: una ragazza, ferita alla testa, si è accasciata davanti al cancello della nostra scuola e molti giovani studenti hanno riportato ferite a causa delle manganellate e delle violenze. Solo quando, probabilmente per il sopraggiungere dell’ambulanza, è stato liberato dalle pattuglie l’accesso verso Piazza Dante, i manifestanti hanno potuto defluire e procedere.
Si aggiunga al breve quanto sconcertante resoconto che, prima ancora dell’arrivo del corteo, studenti disabili, accompagnati da genitori per un’entrata posticipata, sono stati interdetti dall’accesso alla scuola per opera degli agenti della sicurezza.
Di fronte alla gravità dei fatti accaduti, noi lavoratori del Liceo “Russoli”, che consapevolmente e concretamente sosteniamo da anni e ogni giorno una linea educativa ispirata ai valori della democrazia, del dialogo, del rispetto per la diversità e della libertà di espressione, condanniamo irrevocabilmente e totalmente la scelta repressiva operata oggi contro il corteo manifestante.

COMUNICATO CURVA NORD PISA

NON SI REPRIME UN IDEALE DI LIBERTA’, VICINI AGLI STUDENTI CHE HANNO MANIFESTATO

La giornata di Sabato non poteva che iniziare con il pensiero rivolto all’episodio avvenuto, Venerdì mattina, di fronte al Liceo Artistico Russoli. Il resto è passato in secondo piano. Immagini che hanno fatto rabbrividire e indignare l’Italia intera. Una violenza inaudita e gratuita verso ragazzi poco più che bambini… perché di adolescenti si parla.
Purtroppo, da quando a Pisa si è insediato il nuovo questore, avevamo il sentore che qualcosa del genere potesse accadere. Troppi i segnali di allarme che si annusavano nell’aria. A partire dalla gestione dell’ordine pubblico all’Arena Garibaldi con uno stadio militarizzato da plotoni di celere che monitoravano l’afflusso di noi spettatori in tenuta antisommossa. Con caschi, scudi e manganelli pronti all’uso. Ma di questo ne abbiamo già parlato in svariati nostri comunicati. Poi gli episodi avvenuti la notte di capodanno, a molti ignoti, dove sempre in Piazza dei Cavalieri squadre di polizia stavano a “difesa” di un concerto in tenuta antisommossa, a “fronteggiare” ragazzi poco più che maggiorenni. Ma la violenza vista nei video contro gli studenti ha veramente toccato il fondo. Oltre una decina quelli che sono dovuti ricorrere alle cure mediche su poco più di un centinaio di manifestanti. Oltre alle manganellate le immagini mostrano ragazzini presi e scaraventati a terra, immobilizzati faccia al suolo con le mani dietro la schiena. Pisa non ha mai avuto bisogno di personaggi simili per mantenere l’ordine pubblico. E non è che prima dell’insediamento del questore di adesso ci fosse “sovversione” in città, tanto da giustificare il cambio di rotta. Sarà forse grazie allo spirito che ci è stato tramandato ma Pisa è sempre stata una città libera. Libera di esprimersi e di manifestare, sempre nel rispetto reciproco, ovunque e sotto qualsiasi forma si sia reputato opportuno. E soprattutto quando gli avvenimenti sono stati avversi, NON SI È MAI PIEGATA. E’ sempre stata una città che ha saputo ribellarsi. Una città che non rimane in silenzio e che ha sempre fatto sentire la propria voce, nelle scuole, nelle Università, nelle piazze, allo stadio.
Pisa anche in questi giorni ha dato un segnale forte. Si è riunita facendo quadrato. Oltre alle manifestazioni partecipatissime, senza aver avuto nemmeno il tempo necessario di pubblicizzarle, Pisa è stata invasa da comunicati di solidarietà e messaggi di sdegno da parte di molti.

E’ per tutto questo che Sabato, dopo aver esposto uno striscione per la squadra, non tanto di vicinanza alla stessa ma volendo dire anche a loro che in determinate occasioni è giusto fermarci, ci siamo ritrovati sotto la Curva per muoverci autonomamente e senza vessilli nerazzurri (perchè non c’era niente da festeggiare) verso i luoghi “simbolo” dove far sentire la nostra voce e soprattutto denunciare il fallimento dell’operato del questore. Un questore che a Pisa non si è dimostrato in grado di gestire l’ordine pubblico. E mentre camminavamo le uniche bandiere che sventolavano erano quelle palestinesi, per la volontà di portare anche noi in piazza il pensiero che ha spinto i ragazzi a manifestare Venerdì mattina. Tematica che è sempre stata condivisa dalla Curva Nord, anche in tempi meno sospetti.
Abbiamo quindi raggiunto la questura e abbiamo gridato il nostro sdegno lasciando uno striscione che è la sintesi del pensiero di una città: “Via il questore…Pisa non ti vuole“. Poi passando davanti alla prefettura siamo giunti in piazza XX Settembre. E’ qui che, oltre al medesimo striscione lasciato in questura, ne abbiamo esposto un altro, ricordando le parole dette da Ziello e Ceccardi. Due voci fuori dal coro che, sfruttando la posizione, hanno cercato di travisare quello che è successo. Ma stavolta , fortunatamente, ci sono video inequivocabili che smentiscono le loro “teorie”. “ZIELLO E CECCARDI IGNOBILI BUGIARDI… PISA NON E’ LA VOSTRA CITTA’” .
Infine, non potevamo che passare davanti al luogo dei fatti. In via Curtatone Montanara. Ci siamo fermati davanti al Liceo artistico per far sentire la nostra vicinanza agli studenti aggrediti, sia quelli di Pisa che di Firenze. NON SI REPRIME UN IDEALE DI LIBERTA’, VICINI AGLI STUDENTI CHE HANNO MANIFESTATO è la frase dello striscione che abbiamo lasciato attaccato alla cancellata del Liceo.

In tutto questo contesto è stato “strano” girare per le vie cittadine senza incontrare neppure una pattuglia della Polizia. Strano non vedere uno stadio militarizzato come accadeva fino a poche domeniche fa. E crediamo che Sabato, a Pisa, non sia successo niente di grave…. Come a dimostrare che il clima repressivo usato in questi mesi è più una “mentalità” che una necessità.

Curva Nord

COMUNICATO DEL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA PISA
Con il presente comunicato, il gruppo territoriale MCE (Movimento di Cooperazione Educativa) di Pisa condanna fermamente gli eventi drammatici avvenuti questa mattina durante la manifestazione di studenti e studentesse a sostegno del popolo palestinese e contro la guerra impari e il genocidio messo in atto da parte di Israele.
Noi, docenti della Provincia di ogni ordine e grado scolastico, esprimiamo la nostra solidarietà alle ragazze e ai ragazzi che sono stati vittime di una violenza gratuita e inaudita.
Nelle nostre aule promuoviamo un approccio didattico democratico, dove la cooperazione e il rispetto, il confronto e l’inclusione sono fondamentali. Sperimentiamo metodologie per risolvere i conflitti in modo non violento, incoraggiando la libertà di pensiero e il rispetto reciproco. Creiamo spazi dove la parola è centrale e l’ascolto è prioritario. Organizziamo manifestazioni per amplificare le nostre voci e per permettere ai giovani di essere protagonisti del loro futuro, proprio come coloro che stavano manifestando per la pace questa mattina. Non ci sono scuse per quanto accaduto. Abbiamo assistito a una violenza gratuita nei confronti di giovani pacifici che stavano esprimendo le proprie idee, diversi documenti video lo testimoniano. Chiediamo alle istituzioni di rendere conto di quanto avvenuto.
Assumersi responsabilità è parte integrante del nostro impegno educativo.
Chi è responsabile di questo atto oggi? Il clima di intimidazione non ci appartiene. Per questo saremo in piazza al presidio di oggi pomeriggio alle 18.00, per dimostrare solidarietà con chi continua a credere che manifestare sia un diritto che deve essere garantito e non represso.
Pisa, venerdì 23 febbraio 2024
Gruppo Territoriale di Pisa
Movimento di Cooperazione Educativa


COMUNICATO DEI GRUPPI SCOUT DI PISA
UMANITA’ AMMANETTATA e MANGANELLATA
Come è possibile che una manifestazione pacifica di ragazzi sia stata repressa con una violenza così brutale? Come è possibile prendere a manganellate minorenni, i nostri ragazzi, il nostro futuro, solo perché manifestano? Non abbiamo il 25 Aprile a ricordarci il lungo cammino verso la Libertà? Non abbiamo il 2 Giugno a ricordarci di godere della Res Pubblica, di tutti quei fili dello stesso tessuto sociale che si intrecciano, diversi ma tutti con egual dignità? Abitiamo la Pace, educhiamo alla pace e poi lo stato o chi lo rappresenta esercita questa violenza? Oggi, il 23 febbraio, è un gravissimo buco nero nella nostra storia democratica.
I care”, “mi interessa”, aveva scritto Don Milani sul muro della scuola di Barbiana. È il motto dei giovani migliori ed è un riferimento per noi scout, impegnati nel formare le nuove generazioni a una partecipazione politica per lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato. Di fronte a giovani che manifestano la propria idea pacificamente, rivendichiamo il diritto ad esprimere le idee, a farsi attori nella realtà che ci circonda e ad indicarne le contraddizioni che emergono. Questa azione delle forze dell’ordine non è apparsa adeguata, dimostrandosi sproporzionata e asimmetrica vista anche la presenza di molti minorenni tra i manifestanti che non sono stati tutelati in alcun modo neppure nella loro incolumità fisica. Forse occorre ricordare Il Sindaco Giorgio La Pira quando parlava dei nostri ragazzi e diceva: “Le generazioni nuove sono come gli uccelli migratori, come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione, quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale – che indica loro la rotta e i porti verso la terra ove la primavera è in fiore!”. E ora servono sindaci pronti a indignarsi, che si facciano promotori verso i due questori e il ministero dell’interno per avere spiegazioni di quanto è avvenuto che non è giustificabile e neanche spiegabile. Abbiamo bisogno di sapere chi ha dato l’ordine di fare queste cariche e se e quali provvedimenti verranno presi nei loro confronti. Abbiamo bisogno di tanti “La Pira” e di generazioni di umanità indignata.
Restiamo umani, ci ripetiamo spesso, perché in qualunque piazza, a qualunque latitudine, facciamo parte della stessa comunità. Indigniamoci e ricordiamoci il 25 Aprile, il 2 Giugno, le guerre sterminanti a cui assistiamo ogni giorno. Indigniamoci e ricordiamoci di questo 23 febbraio 2024. Restiamo umani, anche quando intorno a noi l’umanità pare sia persa.

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