Sapienza occupata in solidarietà alla Palestina

Martedì 21 novembre, dopo una partecipata assemblea cittadina, La Sapienza è stata occupata in solidarietà alla Palestina per un cessate il fuoco immediato. Uno degli obbiettivi dell’occupazione è evidenziare le responsabilità del nostro Paese e delle Università nel genocidio in corso a Gaza e nei progetti coloniali dello stato israeliano. Proponiamo di seguito il programma dell’occupazione per mercoledì 22 novembre e il comunicato dellə studenti.

MARTEDÌ 21/11 
Ore 22.00 proiezione di “Il tempo che ci rimane” di Elia Suleiman (2009) in Aula Magna

MERCOLEDÌ 22/11
Ore 9.30 colazione solidale
ore. 11.00 laboratorio grafico e artistico per il boicottaggio di Israele
ore 12.00 Conferenza stampa davanti al palazzo della Sapienza
ore 13.30 pranzo sociale (portati il pranzo!)
ore 15.00 Organizziamoci! Assemblea dell’occupazione
ore 17.00 iniziativa di aggiornamento sulla Palestina. Collegamenti con giornalistə e realtà.
Interverranno:
– Amnesty International (aggiornamenti da G4za e dalla C1sgiordania)
– Giovani Palestinesi (voci di chi lotta per la P4lest1na in Italia
– Cecilia dalla Negra, giornalista e ricercatrice freelance

Comunicato stampa

Venerdì 17 novembre la Torre di Pisa è stata occupata e gli studenti e le studentesse delle scuole e le università pisane hanno espresso la solidarietà della città di Pisa al popolo palestinese, sventolando una bandiera della Palestina di venticinque metri dagli archi del campanile.

I tentativi mediatici di silenziare, sminuire o criminalizzare l’accaduto sono risultati insufficienti di fronte ad una volontà popolare, a Pisa come in tutto il mondo, di dare voce all’oppressione del popolo palestinese, di condannare il genocidio portato avanti da Israele nella totale complicità occidentale. Le foto della Torre che si dipinge dei colori palestinesi hanno girato il mondo, rompendo la cappa di silenzio internazionale e facendosi simbolo di una città, di un Paese, che sempre più in questi giorni sta esprimendo ostilità alle politiche del nostro Governo, volte a sostenere gli interessi guerrafondai e razzisti del regime di apartheid di Israele.
Rompere il silenzio non soddisfa, non basta a sé stesso. A Pisa, come in tantissime altre città in Italia e nel mondo, la volontà è quella di continuare ad agire concretamente, per il cessate il fuoco immediato in Palestina e per la libertà del popolo palestinese.

Agire concretamente, sul nostro territorio, significa individuare e bloccare ogni complicità con il massacro in Palestina che da questa città si produce e si propaga. Significa fare i conti con le complicità del Governo, degli Atenei e di ogni istituto formativo, delle Aziende della filiera bellica o di quelle che sostengono economicamente Israele. Significa rintracciare le responsabilità dell’escalation in Palestina e spezzarle.
Per questo motivo decine di persone martedì 21 novembre si sono riunite in assemblea nel Palazzo della Sapienza e hanno deciso di prendere nuovamente una netta posizione in questa città.

Il Palazzo della Sapienza è stato occupato. Un luogo storicamente simbolo dell’Università di Pisa e della città tutta, eppure inaccessibile e chiuso alle iniziative dei suoi studenti e studentesse. È in queste aule che si tengono le più alte iniziative dell’Accademia pisana, che promuove un’ipocrita neutralità dei saperi. Oggi questo luogo rompe la sua omertà e si fa sede di chi in questa città vuole organizzare e dimostrare una solidarietà attiva nei confronti di un popolo che vede quotidianamente minacciata la sua esistenza.
Le aule di questo Palazzo si chiudono quindi al regolare svolgimento delle lezioni e attività accademiche, per aprirsi a nuove possibilità di formazione, confronto e organizzazione. Tutti gli spazi rimangono aperti e attraversabili alle studentesse e agli studenti, che sono invitati a partecipare attivamente alla mobilitazione e alle iniziative dell’Occupazione.

Il messaggio mandato all’Università di Pisa è chiaro: deve prendersi le sue responsabilità nella possibilità di costruire una pace concreta in Medio Oriente, prendendo posizione per il cessate il fuoco immediato. La silenziosa neutralità di questi mesi dell’Ateneo e della Scuola Normale Superiore è allarmante, la presa di posizione della Scuola Sant’Anna a sostegno di Israele è gravissima; è inaccettabile che le istituzioni formative, luoghi di cultura e costruzione di sapere critico, non si espongano contro un massacro e dei crimini di guerra
che stanno portando alla morte di decine di migliaia di persone nella striscia di Gaza.
Dal 7 ottobre Israele ha sistematicamente bombardato tutte le infrastrutture necessarie alla riproduzione della vita dei cittadini e le cittadine palestinesi, distruggendo ospedali, infrastrutture energetiche, scuole ed università; oltre 2500 studenti e studentesse hanno perso la vita.

Di fronte a tutto questo l’Università di Pisa deve uscire dalla retorica della neutralità, esponendosi per il cessate il fuoco e ritirandosi dalle sue complicità.
Ad Unipi, gli studenti e le studentesse, chiedono:

  • La presa di posizione pubblica e netta per il cessate il fuoco immediato in Palestina
  • La rescissione di ogni accordo con le istituzioni israeliane e con le aziende che su
    ogni livello – dalla produzione di tecnologie belliche al rifornimento energetico –
    contribuiscono alla riproduzione della colonizzazione e del massacro in Palestina.
    La neutralità, oggi, corrisponde ad una silente, inaccettabile complicità.

Gli studenti e le studentesse in solidarietà alla Palestina